Nella guerra tra falchi e colombe, ieri è stato il giorno degli appelli. Appelli all’unità, da entrambe le fazioni. Ma non accennano a placarsi le tensioni all’interno del Pdl.

Silvio-Berlusconi-e-Angelino-AlfanoNelle oltre 3 ore di riunione, Berlusconi e Alfano si sono confrontati senza “filtri”, cercando una ricucitura. I due – Berlusconi e Alfano – non vogliono rompere, ma si capisce che la rottura resta sempre ad un passo.

Il nodo più controverso rimane quello del sostegno al governo. Berlusconi non vuole andarsene. Con il via libera alla sua decadenza verrebbero meno i presupposti delle larghe intese. Di diverso avviso sembrano essere i ministri Pdl, che continuano a tenere separati la vicenda personale del Cavaliere dai piani del governo.

Alfano è certo che sarebbe un errore trascinare il Paese nel baratro dell’instabilità. Insomma, è su questo punto che si consuma il braccio di ferro che, continuando così, porterebbe alla scissione del Pdl. Dove il clima è già irrespirabile.

Il Cavaliere punta in questi giorni a recuperare parte dei filogovernativi. E sembrerebbe  che i lealisti, su iniziativa del Cavaliere, vogliano fermare la mediazione che si è aperta tra il vicepremier e Berlusconi per evitare lo scontro e la spaccatura nel Consiglio nazionale di sabato. E di fronte a questa ipotesi, che porterebbe a un rinvio del voto del Senato, arriva immediato lo stop del Pd.

Insomma tra mediatori, falchi e colombe serpeggia lo scetticismo che la mediazione possa andare in porto.

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