Ieri il Consiglio comunale ha messo la parola fine alla saga Tares.

tares fotoDopo cinque sedute fiume, ieri, allo scoccare della mezzanotte, la giunta comunale, con non poche controversie, ha approvato a Messina la delibera sul Regolamento della Tares, la nuova tassa sui rifiuti che sostituisce la vecchia TARSU. Si arriva così all’approvazione con 23 voti favorevoli, un astenuto e un voto contrario, quello dell’assessore Nina Lo Presti di “cambiamo Messina dal basso”, che reputa la tassa iniqua per i cittadini.

La tassa imporrà ai cittadini di coprire tutti i costi della gestione rifiuti, quantificati in 42 milioni di euro.  “Pagheranno tutti in base all’intero costo del servizio ma soprattutto pagherà di più chi inquina” dichiara il  vicesindaco Guido Signorino.

Sono previste agevolazioni e riduzioni per chi differenzia i rifiuti. E’ stato deciso che per il 2013 ogni utente dovrà dimostrare un limite minimo di conferimenti presso i centri di raccolta comunali di 7 kg al mese. A quel punto si avrà diritto al 25% di sconto sulla quota mensile. Sulle utenze non domestiche si prevede, già per il 2013, lo sconto del 15% per chi aderisce al “porta a porta” organizzato da Messinambiente e di un ulteriore 25% per chi dimostra di avviare al recupero almeno il 50% della quota di rifiuti prevista per legge dai coefficienti per categoria.

Sono previste tre rate e avranno queste scadenze: 16 dicembre, 16 febbraio e 16 aprile. Alla prima rata si verserà il 33% dell’importo dovuto più la maggiorazione di 30 centesimi a metro quadro da versare allo Stato, 34% alla seconda e 33% alla terza.

Non è ancora stato definito il piano tariffario, ma di certo con la TARSU ci sarà un aumento considerevole che non farà che aggravare le già precarie finanze delle famiglie messinesi.

Per fortuna “in questa baraonda di notizie poco liete, tuttavia, una notizia positiva seppur minima c’è comunque ” dichiara il consigliere comunale Libero Gioveni e riguarda le 5,88 euro di spese di notifica che si dovevano pagare in aggiunta alla tassa, che  a suo dire sono state abolite.

“ Proprio ieri sera durante la seduta, a seguito di un mio intervento, ho avuto rassicurazioni dal vicesindaco che queste spese sono state abolite, quindi già la prima delle 3 rate che dovrà essere pagata entro il 16 dicembre sarà recapitata a casa tramite posta ordinaria, come si faceva fino a qualche anno fa. Comprendo che questa è una “goccia nel mare”, ma è senz’altro un piccolo passo avanti contro gli abusi che si facevano in passato!” Ha aggiunto.

Insomma cambia il nome e ne aumenta la sostanza, TARSU o TARES che la si voglia chiamare resta comunque una tassa che si configura come un ulteriore salasso per noi cittadini.

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