Alfano ancora una volta ribadisce l’appoggio al Cavaliere. E sottolinea “Speriamo che il nostro movimento politico possa restare unito”.

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«Noi confidiamo e speriamo che il nostro movimento politico possa restare unito». Queste le parole del segretario del Pdl Angelino Alfano, oggi a Verona per sottoscrivere due protocolli per la legalità e la sicurezza con alcune associazioni, riferendosi alla conta che ci sarà al Consiglio nazionale del 16 novembre. «Siamo consapevoli e certi che il presidente Berlusconi, vittima di una grande ingiustizia giudiziaria, ha sempre tenuto un comportamento da uomo di stato. Sono convinto che questa sia la linea che ha premiato Berlusconi e continuerà a premiarlo».

Alfano ancora una volta ribadisce l’appoggio al Cavaliere. In relazione alle parole di Berlusconi sul fatto che i “governativi” del Pdl faranno la fine di Fini, Angelino Alfano precisa: «Non era una minaccia perché lo conosco e perché non poteva esserlo. Noi lavoriamo fino all’ultimo istante disponibile per tenere unito il nostro movimento nella consapevolezza che il leader è un uomo, cioè Silvio Berlusconi, vittima di una grande ingiustizia giudiziaria”.

Anche il ministro del Pdl Maurizio Lupi ribadisce l’impegno «per un partito unito sotto la leadership di Berlusconi».

Di diverso parere sembra essere Fabrizio Cicchitto «Nelle ultime ore c’è stata la radicalizzazione dello scontro da parte di fuochisti, lealisti e falchi, per cui sembra che vengano meno le condizioni per un dibattito sereno», dice in una intervista aggiungendo che “non è chiaro l’ordine del giorno e neanche il contesto nel quale una riunione cosi delicata dovrebbe svolgersi. Ecco dunque che i dubbi sulla nostra partecipazione sono meritevoli di approfondimento».

Sull’accusa dei falchi alle colombe di voler scippare il partito a Berlusconi, precisa: «Non si tratta di scippo, si tratta del fatto che c’è una parte del partito che si riconosce nelle posizioni del segretario Angelino Alfano. In ogni caso è assolutamente sbagliato fare questa accelerazione ai danni del governo, perché se si va ad elezioni immediate il centrosinistra è già pronto con Matteo Renzi e noi invece non abbiamo un candidato, visto che Alfano non è condiviso da una parte del partito. Ma se poi non si va al voto le cose non sono meno gravi: da un governo amico si passerebbe ad un governo ostile, nel quale il Pdl non ci sarebbe. E allora mi chiedo: che senso ha questa accelerazione?».

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