Cinque Stelle lanciano la loro proposta sul reddito di cittadinanzaLa bozza è stata depositata a Camera e Senato e verrà presentata pubblicamente nei prossimi giorni.

Movimento 5 Stelle: 600 euro per tutti con il reddito di cittadinanzaIl M5S ha annunciato di aver approntato una proposta sul Reddito di cittadinanza, già usato in altri paesi come Francia, Germania, Gran Bretagna, Danimarca e Svezia dove chi non guadagna abbastanza ottiene un’integrazione del reddito, e anche chi lavora part-time ottiene un’ integrazione del reddito.

Il Reddito di cittadinanza nasce dal basso e in Rete“. La bozza del disegno di legge sul Reddito di cittadinanzasarà messa in discussione con tutti i 90.000 iscritti certificati al Movimento 5 Stelle tramite l’applicazione del Sistema Operativo online, attiva da due settimane“. Si legge così in una nota del Movimento 5 stelle che spiega i passaggi di questa consultazione con “decine di migliaia di cittadini” che “potranno avanzare proposte, critiche e modifiche migliorando la legge“. La proposta di partenza targata M5s prevede un reddito minimo di 600 euro per tutti con l’integrazione a questa soglia per chi lavora ma non riesce a raggiungerla. Le coperture, fanno sapere i grillini, arriveranno dai tagli alla Difesa,  da una stretta sulla tassazione del gioco d’azzardo, dall’Imu sugli immobili della chiesa e dalle pensioni d’oro.

Nichi Vendola commenta su Twitter la proposta: “Bene. Una legge giusta che Parlamento ora può votare, perché una maggioranza è possibile” e aggiunge che “il reddito minimo garantito può essere uno strumento contro la solitudine di una generazione prigioniera dell’ergastolo della precarietà e della disoccupazione di massa“.

Per Stefano Fassina, viceministro dell’Economia, le coperture indicate da M5S sono inesistenti e arriverebbero al massimo a 4 miliardi a fronte di una spesa di oltre 30 miliardi. “Le balle di Grillo – è la stoccata finale dell’esponente Pd – sono sempre più grosse”.

Ma facciamo un passo indietro.

La proposta del M5S trova supporto anche una parte del testo della raccomandazione 92/441 CEE pubblicata sulla Gazzetta ufficiale:

Ogni lavoratore della Comunità europea ha diritto ad una protezione sociale adeguata e deve beneficiare, a prescindere dal regime e dalla dimensione dell’impresa in cui lavora, di prestazioni di sicurezza sociale ad un livello sufficiente. Le persone escluse dal mercato del lavoro, o perché non hanno potuto accedervi o perché non hanno potuto reinserirvisi, e che sono prive di mezzi di sostentamento devono poter beneficiare di prestazioni e di risorse sufficienti adeguate alla loro situazione personale.

E poi continua:

(12) … il Parlamento europeo, nella sua risoluzione concernente la lotta contro la povertà nella Comunità europea (5), ha auspicato l’introduzione in tutti gli Stati membri di un reddito minimo garantito, inteso quale fattore d’inserimento nella società dei cittadini più poveri; 

E dunque l’Europa raccomanda a tutti gli stati membri:

di riconoscere, nell’ambito d’un dispositivo globale e coerente di lotta all’emarginazione sociale, il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana e di adeguare di conseguenza, se e per quanto occorra, i propri sistemi di protezione sociale ai principi e agli orientamenti esposti in appresso.

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31992H0441:IT:HTML

Ora l’Italia non è forse membro dell’Unione Europea?

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