Disoccupazione giovanile: fanalino di coda della classifica, insieme alla Spagna e alla Grecia, l’Italia con il 40,4%.

Disoccupazione giovanile: fanalino di coda della classifica, insieme alla Spagna e alla Grecia, l’Italia con il 40,4%. Eurozona disoccupazione giovanile al 23,7%. Queste sono le percentuali di giovani che tra i 15 e i 24 anni non hanno ancora un impiego in Europa. Fanalino di coda della classifica, insieme alla Spagna e alla Grecia, l’Italia con il 40,4%. A poco è valso il “bonus giovani”, l’incentivo alle assunzioni per gli under 30, varato a giugno dal Governo Letta. Rimane inevaso il grido di allarme delle varie associazioni di categorie e sindacati e la manifestata preoccupazione dei genitori che non vedono alcun possibile futuro in Italia per i propri figli. I giovani in Italia, e mi riferisco ai ragazzi e alle ragazze, – nel nostro bel paese, infatti, sono chiamati giovani anche coloro che i 30 li hanno superato da un bel pezzo- che non hanno un’occupazione e nello stesso tempo non sono a scuola si attesta al 23,9% della popolazione giovanile, di cui il 35% nelle regioni del Mezzogiorno. Questa purtroppo è la conferma del vuoto che esiste tra il sistema scolastico italiano e la domanda di lavoro: i nostri giovani sono per lo più overeducated, sono cioè più istruiti rispetto alla possibile collocazione professionale, da qui l’emigrazione in massa delle giovani menti. Chi non vuole o può emigrare, è costretto ad accettare lavori a basso salario con condizioni lavorative, che li espone al rischio d’indigenza, o addirittura ad accettare impieghi in nero pur di entrare nel circuito produttivo. Ci vorrebbe quindi un positivo impegno sociale che offra servizi di collocamento personalizzato ai giovani, incentivi gli apprendistati e i tirocini pagati, investa sul terziario, insomma, attui in Italia quel progetto che in altri paesi europei da mesi sta portando frutti, chiamato “Youth Guarantee Scheme”.

Alcune interessanti soluzioni, certamente solo alternative e palliative, vengono dalla Microsoft che ha formato circa cinquecento mila giovani gratuitamente negli ultimi anni attraverso trenta differenti corsi con la possibilità di immetterne una buona parte nel mondo del lavoro entro il 2015. Tre i progetti lanciati in questi giorni a Milano e a Roma, da Steve Ballmer, Ceo dimissionario, amico intimo e cofondatore insieme al grande Bill Gates della Microsoft, ma sicuramente meno brillante di lui: “YouthSparks; Meet no Neet (Not in Education, Employment or Training); Giovani & Lavoro IT fattore abilitante”. YouthSpark è un’iniziativa attiva da un anno in Italia e che continuerà anche l’anno prossimo permettendo a tantissimi giovani di entrare in possesso di una certificazione che attesta le capacità d’uso di una particolare tecnologia. Meet No Neet è un progetto di Fondazione Mondo Italia e Microsoft Italia che si rivolge a giovanissimi per fornire loro, attraverso un percorso formativo gratuito, strumenti innovativi e competenze necessarie per entrare nel mondo del lavoro attraverso l’impegno sociale (terziario). Giovani & Lavoro in IT fattore abilitante è anch’esso un progetto che aiuta i giovani ad aumentare le loro competenze in campo informatico e relazionale attraverso percorsi formativi specifici. Parlare di corsi di formazione in questo frangente non è del tutto conveniente, i corsi sono spesso inutili, inefficienti, e delle vere e proprie truffe, anche gli stage, unico accesso attuale per i giovani nel mondo del lavoro in Italia, sono spesso uno sfruttamento autorizzato e assicurato, per cui mi è sembrato un messaggio positivo che un’azienda all’avanguardia formi gratuitamente migliaia di giovani, operando con le istituzioni presenti nel territorio e offrendo posti di lavoro.

Accanto alle competenze tecniche per i giovani italiani è importante conoscere una seconda lingua, in Italia solo il 35% dei giovani ha un buon livello d’inglese contro il 77% dei giovani svedesi e il 67% dei giovani tedeschi. Le cause non sono da cercare solo nell’insegnamento a scuola (la proposta di rendere la lingua inglese obbligatoria sin dall’asilo messa in agenda dal governo Monti è auspicabile che sia attuata al più presto) va cercata soprattutto fuori: i ragazzi italiani difficilmente guardano film, leggono libri e giornali in lingua. Certo, non è solo colpa loro: in altre nazioni come le immancabili Svezia e Germania, l’85% e il 52% degli intervistati vede quasi tutti i giorni film in lingua straniera, mentre da noi non sono trasmessi programmi in lingua originale. Senza voler creare un manuale per i giovani, credo, infatti, che nella vita si presentano varie variabili, le otto T di Beppe Severgnini aiutano certamente ad aprire le porte di un futuro agli “Italiani di domani”: Talento, siate brutali; Tenacia, siate pazienti; Tempismo, siate pronti; Tolleranza, siate elastici; Totem, siate leali; Tenerezza, siate morbidi; Terra, siate aperti; Testa siate ottimisti. Beh, non mi resta che dire ai giovani DON’T GIVE UP!

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