Le malattie professionali sono patologie che i lavoratori contraggono per effetto dei lavori svolti, sono lente nella loro manifestazione e molto spesso sottovalutate. Negli ultimi anni si è registrato un aumento delle denunce riconducibile, verosimilmente, ad una maggior consapevolezza da parte sia dei lavoratori sia dei medici. Il numero delle malattie professionali denunciate potrebbe rivelarsi nettamente superiore se si pervenisse a un marcato miglioramento della qualità di sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro. La sottostima è ancora più evidente per quanto riguarda le lavoratrici sulle quali le indagini epidemiologiche sono rare. In questo momento di crisi profonda che sta provocando cambiamenti nel modo di produrre da parte delle aziende e nel modo di quest’ultime a rapportarsi nei confronti del lavoratore, il rischio è che le malattie da lavoro possano essere vissute come un prezzo da pagare per la modernizzazione.

Affinché la patologia professionale sia riconosciuta tale, occorre una certificazione medica spesso specialistica in modo che il lavoratore possa richiedere l’indennizzo per i danni provocati alla sua salute. Le malattie professionali in Italia sono contenute in due tabelle distinte, settore industria e agricoltura, periodicamente aggiornate in relazione all’attività medico-scientifica. Ci sono delle patologie che pur non essendo inserite nelle tabelle, possono essere riconosciute come professionali qualora se ne dimostri il nesso di causalità.  L’introduzione nel sistema di tutela in Italia del danno biologico ha comportato una sostanziale modifica in termini d’indennizzo.

Il “danno biologico” infatti, presuppone un concetto di salute più esteso poiché comprende non solo le menomazioni fisiche ma anche quelle psichiche e relazionali. Tra le malattie professionali più diffuse, oltre la patologia tumorale professionale, si annoverano le patologie dell’orecchio e respiratorie. Essendo iscritta all’Albo dei Consulenti Tecnici presso il Tribunale di Messina, frequentemente sono interpellata per l’ipoacusia professionale, (spesso associata ad acufene), ossia per la diminuzione dell’udito per effetto del rumore percepito durante il lavoro, o per l’anosmia e l’iposmia ossia per l’assenza o la riduzione dell’olfatto conseguente all’inalazione di sostanze dannose.

Generalmente la relazione peritale si compone di:

  • descrizione dell’evento traumatico
  • descrizione dell’iter diagnostico e terapeutico
  • valutazione del paziente ed esami strumentali
  • considerazioni tecniche
  • valutazione del danno

“Di lavoro non solo si muore o ci si ammala, ma ci si ferisce”.

Altro capitolo importante da affrontare sono gli infortuni sul lavoro, le stime del 2012 indicano 654 mila denunce d’infortuni e 820 casi di morte. È sempre necessaria una visita otorinolaringoiatrica quando la persona ha subito un infortunio sul lavoro, o anche stradale, che ha coinvolto la testa o il collo (trauma facciale, difficoltà masticatoria, frattura delle ossa facciali e nasali con conseguente riduzione dell’olfatto e della pervietà respiratoria nasale, colpo di frusta, trauma cranico, riduzione dell’udito, trauma cervicale, vertigine post-traumatiche, fratture della rocca petrosa con conseguente ipoacusia e paralisi del nervo facciale). Lo specialista successivamente consiglierà al paziente se sarà utile aggiungere alla visita una perizia per la valutazione del danno.

La perizia è quindi un atto scritto da un medico con competenze specifiche che termina individuando un’inabilità temporanea o persistente e un danno biologico, quest’ultimo particolarmente importante sul piano fisico ed economico. Per arrivare alla quantificazione del danno e al risarcimento bisogna che la persona che ha subito un infortunio si sottoponga a:

  • Diagnosi e terapie mediche, nel caso specifico indagini strumentali radiologiche, prove di funzionalità vestibolare e stabilometria, videoregistrazione del nistagmo, esami audiologici (esame audiometrico tonale e vocale, esame impedenzometrico, potenziali evocati uditivi, otoemissioni acustiche), rinomanometria, olfattometria, rinofaringolaringoscopia, laringostroboscopia, otomicroscopia.
  • Perizia medico legale unico documento in cui è riassunta la storia clinica del paziente, i referti di visite e d’indagini strumentali, le terapie eseguite e una dichiarazione in cui si afferma che il danno del paziente si è stabilizzato e non può migliorare con le cure.
  • Risarcimento la cui richiesta è bene che la presenti un avvocato, qualora non si raggiunga un accordo tra le parti in sede di mediazione è possibile andare in giudizio.

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