‘Ndrangheta. Avvocati, commercialisti e funzionari di banca accusati di affiliazione a cosche mafiose. Sequestrati beni per 90 milioni.

Fiamme-gialleMaxi operazione, stamane all’alba, della Guardia di Finanza di Reggio Calabria in collaborazione con lo Scico (servizi centrale di investigazione sulla criminalità organizzata) di Roma. Nel mirino un’associazione di stampo mafioso composta da professionisti e imprenditori affiliati alle più importanti cosche di ‘ndrangheta reggine. È stata eseguita, su richiesta della Dia di Reggio Calabria,un’ordinanza di custodia cautelare, emessa nei confronti di 47 persone collegate alle cosche locali unitamente al sequestro di 14 società e beni per un valore complessivo di circa 90 milioni di euro.

Sono state inoltre effettuate più di 90 le perquisizioni tra: Calabria, Veneto, Piemonte,  Lombardia e Puglia. Contestati i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, corruzione, peculato, trasferimento fraudolento di valori, favoreggiamento, abusiva attività finanziaria, utilizzo ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, illecita concorrenza ed estorsione, tutti aggravati dalle modalità “mafiose”. Le indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno rivelato l’esistenza di un vero e proprio cartello criminale di tipo mafioso in grado di controllare la realizzazione di complessi residenziali privati ottenendo di conseguenza profitti illeciti.

Secondo le indicazioni fornite dai finanziari, le indagini nei confronti degli imprenditori reggini mostrano l’esistenza di un cospicuo giro di fatture per operazioni inesistenti, fondamentale per pareggiare la contabilità delle aziende coinvolte nell’attività illecita.

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