Crotone non dimentica le vittime dell'amianto

Crotone è in rivolta e come tutte le vere rivolte è partita dal popolo: il popolo ammalato, quello che soffre, quello dei parenti dei defunti e quello dei sopravvissuti. La rivolta è un atto di sollevamento delle persone contro un ordine costituito, che il più delle volte è lo Stato. Nel caso di Crotone è proprio da dire intendendo “Stato” come quell’insieme rappresentativo delle istituzioni che dovrebbe proteggere e garantire il cittadino attuando l’articolo 32 della costituzione nei fatti e non a parole. A Crotone oltreché all’amianto si respira abbandono, omertà ed una immensa confusione quando si prova a parlare di contaminazione, numero dei morti, possibile screening e, soprattutto, bonifica ambientale.

Lo studio “Sentieri” del dicembre 2011 – studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento – registra una tendenza alla mortalità altissima nel SIN Crotone- Cassano- Cerchiara. Gli eccessi sono evidenti, in particolare, tra gli uomini per i quali risultano in eccesso tutti i tumori, le malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e genitourinario. Nelle donne, oltre alla mortalità per tutte le cause, è in eccesso quella per malattie dell’apparato digerente.

L’ex area industriale di Crotone seguita a produrre disastri: l’amianto è ben più che un rischio. Tina è una donna giovane, forte nonostante la malattia. E’ la rabbia a darle la forza e la voglia di condividere e condividersi. La sua pagina su Facebook “Crotone ci mette la faccia” conta, oggi, 13.742 contatti e adesioni a tempo di record, una gara di solidarietà immensa. E le persone mettono davvero la propria faccia, il proprio pensiero, la propria malattia: “Mi chiamo Santina e ci metto la faccia, il cuore e l’anima. Troppe persone care mi hanno lasciato per questa maledetta BESTIA. La maledetta non conosce età… è uno sterminio. Facciamoci sentire. Debelliamo il CANCRO“. Tina ha intercettato un bisogno, quello di urlare, di uscire dal silenzio. I crotonesi non aspettavano altro. Partecipano alle riunioni. Riunioni diverse. Non c’è politica. Non ci sono i partiti. C’è solo la gente. Ascoltarla, spesso, significa rabbrividire, più spesso, commuoversi. No, non si può restare in silenzio. Non si può lasciare che solo “pochi” sappiano.

Crotone come tantissime altre città paga, anche, lo scotto del business enorme e terribile dello smaltimento illecito dei rifiuti. Il professore Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute for cancer research e Giulio Tarro, primario all’Ospedale Cutugno di Napoli hanno presentato, in questi giorni, il libro bianco contenente i dati relativi all’aumento esponenziale dell’incidenza dei tumori in Campania, e Giulio Tarro, primario all’Ospedale Cutugno di Napoli. “Campania, terra di veleni” è una raccolta di saggi e interventi che delineano l’inquietante scenario di una regione in cui inquinamento e sversamento illecito di rifiuti industriali hanno causato un incremento dei tumori alla mammella nelle donne under 45 – nesso certificato per la prima volta in modo scientifico. Perchè troppe volte è stato strumentalizzato o mal interpretato questo ben noto “nesso di causalità” e troppe volte numeri impressionanti di nuovi ammalati e decessi sono stati attribuiti a cause non identificate. Il dieci novembre ci sarà una fiaccolata e sei giorni dopo una grande manifestazione per la vie della città di Crotone. Tutti noi dobbiamo partecipare.

 

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