Anna Maria Cancellieri e il caso Ligresti: scoppia la bufera. Oggi la mozione di sfiducia

Conferenza stampa dopo il Consiglio dei MinistriC’è grande attesa per le sorti del ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri chiamata a discolparsi dalle telefonate con l’amica di famiglia, compagna di Salvatore Ligresti, sulla necessità di scarcerare rapidamente la figlia Giulia Maria, “per motivi umanitari”. Oggi pomeriggio al Senato e alla Camera tenterà di spiegare le relazioni con la famiglia Ligresti. Sui comportamenti della famiglia la Cancellieri ha dichiarato: “Non voglio entrare nel merito dell’operato della famiglia Ligresti e questo non sarò oggetto dell’informativa. Io ho raccolto una segnalazione su una persona a rischio di vita e l’ho raccolto senza guardare al nome“. Il Ministro si dichiara pronta a lasciare la poltrona se dovesse essere di “intralcio” al governo. Letta, però, si prepara a una difesa in grande stile.

Nel quarto giorno di polemica, incontrando stamane i giornalisti a Strasburgo Anna Maria Cancellieri ha difeso se stessa. Il ministro ha chiesto di  “guardare ai fatti” e non rincorrere “ombre, supposizioni o fantasie“. Ma è anche passata al contrattacco, perché di essere un ministro della Giustizia “dimezzato”, non ci pensa proprio: «O mi fanno fare questo lavoro a testa alta o io me ne vado». L’appuntamento per ribattere a chi l’ha accusata in modo «falso, bugiardo e ignorante» di aver favorito la scarcerazione di Giulia Ligresti e di essersi messa a disposizione della famiglia del patron della Fonsai, è per oggi pomeriggio. Prima al Senato e poi alla Camera, dove il Movimento Cinque Stelle ha depositato le mozioni di sfiducia contro il Guardasigilli.

Il ministro ha già ribadito di essere “molto amica di Antonino Ligresti, il fratello dell’ex patron di Fonsai Salvatore. “Antonino è un amico vero da 30 anni“, mentre “le altre possono essere conoscenze più o meno approfondite“. Per ora si può solo aggiungere che, malgrado le tante interviste, i fatti da spiegare e gli interrogativi restano ancora molti. Don Salvatore Ligresti era il proprietario della casa dove viveva e vive il figlio della ministra. Era anche l’azionista di maggioranza della società per cui il giovane manager lavorava. Come scrive su facebook il capogruppo M5S a Montecitorio, “Lei si preoccupa della figlia di Ligresti, titolare della società ex datrice di lavoro del figlio. Buonuscita 3,6 mln di euro”. Sottolinea l’M5S Camera: «Un intervento umanitario il suo, dice la ministra, e sicuramente poco conta che suo figlio, Piergiorgio Peluso, dopo un anno di lavoro alla Fondiaria Sai di Salvatore Ligresti, sempre un cognome a caso, abbia ricevuto una buonuscita di 3,6 milioni di euro. Un ‘intervento umanitario previsto per contratto: in caso di cambio di controllo o di demansionamento, il figlio della ministra poteva dimettersi e avere diritto a tre annualità di stipendi come buonuscita».

 

© Riproduzione Riservata

Commenti