Il pentito Carmine Schiavone rivela i luoghi in cui sono stati nascosti, nella Terra dei fuochi, rifiuti di ogni tipo, pericolosi e radioattivi. “In quelle terre moriranno tutti di tumore”

Il pentito Carmine Schiavone racconta i rifiuti nella Terra dei fuochiNAPOLI – E’ stato finalmente tolto il segreto dagli atti relativi alle dichiarazioni rilasciate dal pentito Carmine Schiavone, di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta in merito al ciclo dei rifiuti del ’97. L’Ufficio di Presidenza della Camera ha dichiarato parere favorevole alla declassificazione degli atti in base a quanto previsto dal Regolamento dell’Archivio storico della Camera.

I FATTI – Secondo le parole del pentito di camorra, Carmine Schiavone, si trovano “Rifiuti di ogni tipo, pericolosi e radioattivi, sotterrati nei piloni della superstrada Nola – Villa Literno”. Tra i rifiuti “Vi sono molte sostanze tossiche come fanghi industriali, rifiuti di lavorazione di tutte le specie, tra cui quelli provenienti da alcune concerie. Vi era inoltre qualche camion che proveniva dall’estero.” Nel business del traffico dei rifiuti rientravano inoltre differenti organizzazioni criminali quali: mafia, ‘ndrangheta e Sacra Corona Unita. Un profitto di circa “ 600-700 milioni al mese” racconta Schiavone. “Arrivavano dalla Germania camion che trasportavano fanghi nucleari che sono stati scaricati nelle discariche sulle quali sono stati poi effettuati rilevamenti aerei tramite elicotteri” continua Schiavone. Ma ciò che più di tutto colpisce è l’organizzazione che si era venuta a creare. «Avevamo creato un sistema di tipo militare, con ragazzi incensurati muniti di regolare porto d’armi che giravano in macchina. Avevamo divise e palette dei carabinieri, della finanza e della polizia. Ognuno aveva un suo reparto prestabilito».

Numeri che dimostrano l’entità del fenomeno. Un affare imponente che ha devastato tantissime terre. Già nel 1990 l’affare dei rifiuti veniva portato avanti secondo le leggi del clan dei Casalesi. Secondo quanto dichiarato da Schiavone “Quel traffico veniva già attuato in precedenza e gli abitanti del paese rischiano di morire tutti di cancro entro vent’anni; non credo infatti che si salveranno: gli abitanti di paesi come Casapesenna, Casal Di Principe, Castel Volturno e così via, avranno forse vent’anni di vita!” E sul perché si sia pentito Schiavone risponde così: “Io mi sono pentito perché mi sono reso conto che in quelle terre moriranno tutti di tumore.

Sulla questione si pronuncia il Presidente della Camera, Laura Boldrini: «Esprimo grande soddisfazione per la decisione di togliere il segreto sui contenuti dell’audizione. Si tratta della prima volta che la Presidenza della Camera – senza che questo sia richiesto dalla magistratura – decide di rendere pubblico un documento formato da Commissioni di inchiesta che in passato lo avevano classificato come segreto».

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