Il debito pubblico dell’Italia, nel secondo trimestre dell’anno, hanno superato di oltre il 30% la parità con il PIL. Solo la Grecia – tecnicamente già fallita – fa peggio.

Il ministro del Tesoro, Fabrizio Saccomanni
Il ministro del Tesoro, Fabrizio Saccomanni

Secondo i dati diffusi da Eurostat, il debito dell’Italia nel secondo trimestre dell’anno è cresciuto di 3 punti percentuali rispetto ai primi tre mesi dell’anno e raggiunge il livello record di 133,3%. Solo la Grecia fa peggio dell’Italia, ma se consideriamo che di fatto è già tecnicamente fallita il confronto non è di buono auspicio.

Resta il secondo debito pubblico UE più alto dopo la Grecia (169,1%) e con uno dei maggiori incrementi tra primo e secondo trimestre di quest’anno. Nello stesso periodo dello scorso anno era di 1.982.898 milioni di euro, pari al 125,6% del Pil, nel primo trimestre di quest’anno era di 2.035.833 milioni, al 130,3%, mentre nel secondo trimestre è arrivato a 2.076.182 milioni, ovvero al 133,3%. Dopo Grecia e Italia, gli altri debiti pubblici più grandi dell’Eurozona in percentuale di Pil sono il Portogallo (131,3%) e l’Irlanda (125,7%).

Il debito pubblico aggregato dei 17 paesi dell’Eurozona è salito nel secondo trimestre del 2013 al 93,4% del Prodotto interno lordo, segnando un incremento di 1,1 punti percentuali rispetto al primo trimestre dell’anno. Nei 28 Paesi membri dell’Unione europea, il debito aggregato ha toccato quota 86,8% del Pil, a fronte dell’85,9% del Pil registrato nel primo trimestre 2013.
Rispetto al secondo trimestre del 2012, il debito pubblico aggregato della zona euro è aumentato di 3,5 punti percentuali, mentre quello dell’Ue è salito di 2,1 punti percentuali.

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