Aveva solo 19 anni e da 10 giorni con un amico faceva il cameriere in un ristorante di Maidstone, per imparare l’inglese. “Ci rubi il lavoro”, gli avrebbero urlato i suoi assassini, otto ragazzi inglesi fra i 21 e i 25 anni.

Gran Bretagna, "rubi il lavoro agli inglesi": 19enne ucciso perché italiano

Una storia di emigrazione e razzismo che lascia sbigottiti se si pensa che non ha come teatro i bassifondi di una megalopoli del terzo mondo ma Maidstone, capitale del Kent, il Giardino d’Inghilterra. Joele Leotta era arrivato da una decina di giorni a Maidstone. “Non era un attaccabrighe, era un ragazzo tranquillo e socievole“, ha detto di lui Enrico Oldani, istruttore di basket nella stessa squadra di Nibionno dove giocava il ragazzo.

Un teenager italiano partito col solo obiettivo di imparare l’inglese, pestato e pugnalato da almeno otto persone che volevano dare a lui e all’amico – un coetaneo di Sirtori, sempre nel Lecchese, anch’egli massacrato – una pesante lezione. La polizia del Kent ha arrestato già ieri gli otto presunti colpevoli del massacro: tutti ragazzi tra i 21 e i 25 anni. Una nona persona è stata arrestata questa mattina. La tragedia si è consumata domenica sera, poco dopo le 23, in un appartamento della cittadina in Lower Stone Street, dove vivono diversi stranieri e dove i ragazzi brianzoli si erano trasferiti da appena una decina di giorni. I due avevano trovato impiego come camerieri in un ristorante della zona per mantenersi il soggiorno.

Come racconta il quotidiano “Il Giorno”, proprio qui sarebbe iniziata nella serata di domenica la lite che ha avuto il suo epilogo con la spedizione nell’appartamento dei ragazzi: alcuni clienti avrebbero infatti più volte importunato i due ragazzi, accusandoli di aver occupato il letto di un loro connazionale e di rubare il lavoro ai sudditi di Sua Maestà.

La discussione sembrava terminata, ma dopo la fine del turno, quando i due lecchesi stavano per andare a letto, nel loro appartamento hanno fatto irruzione gli otto inglesi e l’hanno picchiato a sangue. Quando alcuni residenti hanno allertato le forze dell’ordine e i soccorsi, le condizioni del ragazzo erano già disperate: trasferito d’urgenza in elicottero al King College di Londra è spirato poco dopo il ricovero. L’amico, ricoverato invece all’ospedale Tunbridge Wells a Pembury con lesioni al collo, alla testa e alla schiena, è invece fuori pericolo. Tramite i funzionari dell’ambasciata italiana i genitori della vittima sono stati avvisati di quanto accaduto solo lunedì e ieri si sono imbarcati sul primo aereo utile.

Sono scattate le manette ai polsi dei presunti assassini: sette sono stati fermati subito dopo la spedizione punitiva, mentre si apprestavano a ordinare la cena in un ristorante, un altro la notte seguente. Interrogati dagli investigatori altri sei uomini di 21, 23, 27 e 30 anni, più un 45enne rilasciato su cauzione.

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