Ravello Festival, lo scorso sabato 28 settembre, ha chiuso la serie di concerti settembrini con un nuovo vecchio progetto, mi si perdoni l’ossimoro, con l’evocativo nome di Elements. Nuovo perché raccoglie la novità di un gruppo che non promuove nessun disco, e va solo alla ricerca del momento emotivo del concerto, del racconto come punto di scambio delle proprie sensazioni, e vecchio perché raccoglie un gruppo che racchiude in un concerto l’intero sogno della world Music di tanti figli del Vesuvio, con un ampia e ricca carriera alle spalle.

elements

Tante storie diverse accomunate dall’amore per la musica totale, storie che si intrecciano con passione su un tappeto di sonorità, che raccolgono influenze ed influssi provenienti da angoli diversi del mondo e tutti rimestati nel grogiuolo straordinario del sound partenopeo di cui tutti sono imbevuti. Suoni che come è noto sono già arricchiti  di suggestioni portate dal mare.

Ognuno di loro ha un forte ricordo del mare ed un mare di ricordi che si allacciano alla propria carriera; vengono da esperienze diverse, ma fondamentalmente sono amici che respirano da anni il suono degli stessi vicoli.

“ Siamo amici da tempo,” – mi dice Enzo Gragnaniello,- “ e andiamo di fondo tutti alla ricerca dell’anima. La nostra è una ricerca quasi spirituale.”

È straordinario l’effetto che fa il sentire questo miscuglio di suoni che rimbalza tra note etniche, con accenti del calderone partenopeo, e sonorità jazz, abilmente conditi con la voce struggente di Gragnaniello.

Un caleidoscopio di emozioni musicali e di storie personali quindi e poiché tutte le loro storie sono ricchissime, ci troviamo di fronte ad un ensemble che non ha nemmeno bisogno di un grande traino pubblicitario.

Rino Zurzolo ad esempio è uno che ha calcato tutti i palcoscenici del mondo insieme ad artisti del calibro di Pino Daniele, ma anche Piero Gallo è stato per anni la chitarra funky di Enzo Avitabile. Riccardo Veno, che ha studiato clarinetto e sassofono, perfezionandosi tra Napoli e New York, collaborando con grandi artisti, racconta che Elements raccoglie “l’idea di mettersi in gioco, l’idea della condivisione e dell’incontro, in una logica di scambio di storie musicali e storie personali.”

Ciccio Merolla poi, con il suo faccino quasi da “munaciello” e un eterno sorriso, mi spiega:

“Siano amici da tanti anni, e questa è già una cosa grande che ci accomuna, poi ci accomuna il sogno della musica che possa invadere il mondo  e portare in ogni angolo una favola come quella de Le mille e una notte. Ognuno fa una sua ricerca personale, e in questa ricerca finisce per trovare qualcosa di prezioso, come un diamante, e una delle cose più belle è proprio la condivisione con gli altri del risultato della ricerca, di questo diamante prezioso. “

Il tappeto sonoro è arricchito con grazia e maestria da Elisabetta Serio e Valentina Crimaldi rispettivamente al piano e al flauto, tutto questo sotto l’ala  protettiva  di una grande produttrice, Fiorita Nardi , dell’associazione “Jesce Sole”, che da sempre è attenta a produzioni musicali di grande  livello qualitativo e con questa impronta segue anche i giovani di talento per aiutarli ad esprimersi.  Per lei la musica non è solo Sanremo, ma soprattutto certe espressioni che  per certi versi possono sembrare di nicchia, come a tratti oggi appare la musica classica. “La musica di qualità trasporta vere emozioni, che fanno grande rumore, e in questa ricerca della condivisione, in questa ricerca dell’anima, che sono lieta di accompagnare, non sono impegnate solo la perizia e la tecnica di grandi esecutori, ma esse sono intrecciate con le anime eccellenti di questi musicisti.”

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=08kMtPJ2fW0[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti