Commento alla ottava giornata della serie A

Ottava giornata di Serie A: Top e Flop

Top

Pjianic: dopo aver trascinato la sua nazionale alla prima e storica qualificazione mondiale,  si erge a protagonista del big match di giornata segnando due goal, trascinando la Roma ad uno storico “filotto” con una punizione da manuale e dopo si prende  la responsabilità di calciare il rigore. Eroe della settimana.

Birsa: due goal e sei punti per il Milan, e pure ce chi ancora lo definisce non da Milan, o peggio ancora scarso, lo sloveno invece continua a parlare con i fatti. Egregio lavoratore.

G. Rossi: dopo questa domenica i dubbi sulla presenza di Pepito a Brasile 2014 penso siano tutti sciolti, e in più da dopo questa giornata calcistica entra ufficialmente a far parte della storia dei viola, perché si sa, fare tre goal alla Juve è già di per se un evento, farli con la maglia della Fiorentina  ha poi tutto un altro gusto, quando Montella gli concede la giusta standing ovation finale si alza in piedi per applaudire pure il convalescente Gomez. Nuovo idolo della fiesole.

Verona: ancora è presto, ma forse, l’Hellas campione nel 1985 ha trovato una sua degna erede, una squadra che sa lottare soffrire e rimontare e che l’Europa comincia a sognare. Con un Jorginho (brasiliano con passaporto italiano) freddo dal dischetto e che strizza l’occhio a Prandelli?

Sassuolo: prima e storica vittoria in serie A per la matricola emiliana. Complimenti.

Carrizo: per un portiere entrare a freddo, in una serata fredda, e parare un rigore a un cecchino come Cerci, non era certo facile. Ipnotizzatore

Bellomo: il giovane ex Bari chiude lo scoppiettante 3-3 dell’Olimpico, fra Torino e Inter, rovinando il debutto dell’era Thohir alla guida dei nerazzurri. A fine gara dedica il goal al papà che purtroppo non ce più.  Eroico.

Flop

R. Bianchi: all’ultima azione di gioco, non trova l’impatto con il pallone da zero metri e di testa (la sua specialità) mancando clamorosamente il goal del pari, regalando la prima vittoria al Sassuolo.

P. Cannavaro: chiamato in causa (forse frettolosamente) per sostituire l’infortunato Britos, l’ex capitano azzurro incappa in una serata da dimenticare,  provoca il fallo da punizione, che permetterà alla Roma di sbloccare il risultato,  e nel secondo tempo commette il fallo (forse) da rigore e lascia i suoi pure in dieci.

Luci: tradito forse dalla foga agonistica, il capitano del Livorno commette inspiegabilmente un fallo da rigore al minuto 95 che costa la sconfitta alla sua squadra, che tanta fatica aveva fatto per raggiungerere il pari. Perché Capitano?

Juventus: con la testa già forse al Bernabeu, e visti i regali viola, la signora incappa in una cattiva gestione del match, non facendo i conti con la furia viola, che si è abbattutta nella ripresa al Franchi, a questo punto sorge una domanda, Conte  doveva inserire prima Vidal?

 

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