Crisi economica, il popolo dello sharing 660x330

E’ proprio vero nei periodi di crisi si aguzza la mente, si diffonde la giusta idea che la condivisione, la solidarietà, la cooperazione, l’aiuto reciproco può farci sopravvivere e sopravvivere meglio.

A detta del Censis, esiste un popolo sempre più numeroso, il popolo dello “sharing” e vi garantisco che condivide di tutto: dalla casa, al lavoro, dalla macchina all’orto, dall’abbigliamento al tempo. La sharing economy (economia condivisa) ha preso piede anche in Italia ed è diventato un nuovo stile di vita, infatti, si basa sul riuso, sulla gratuità, su idee nuove e innovative che si diffondono grazie soprattutto al passa parola e ai social network.

Co-housig, vivere insieme; co-working, lavorare uniti o usare gli stessi mezzi lavorativi; carpooling o car-sharing, viaggiare nella stessa macchina; couchsurfing, affittare camere e case per le vacanze, e inoltre booksharing, postazioni che fungono da biblioteche all’aperto e che consentono sia la lettura sul posto, che il prestito gratuito o la donazione di un libro.

Che meraviglia! Condividere per risparmiare diventa un modo per accoglierci, conoscerci e aiutarci. In quest’ottica si diffondono sempre più i gruppi di acquisto solidale, i mercatini del baratto, gli orti collettivi, gli swap-parties e tutto ciò che facilita lo scambio, il baratto. In tempo di crisi oltre che lo “sharing” anche lo “swapping” detta la moda in maniera positiva, si risparmia, si ricicla, insomma, una nuova forma di consumo responsabile.

Nell’ultimo anno, dati alla mano, sono aumentati le associazioni che distribuiscono alimenti e indumenti e chiedono in cambio solo del tempo, insegnanti che impartiscono lezioni ricevendo aiuto in casa, negozi che hanno creato al loro interno lo swap-corner, dove i clienti si scambiano vestiti e scarpe e aziende che hanno deciso di abbandonare l’euro e aderire al progetto Quinc, la rete economica di scambio ideata dalla camera di commercio di Rimini per far fronte alla mancanza di liquidità delle piccole e medie imprese.

Un sistema semplice e sperimentato consiste di creare piccole reti di condivisione dove ognuno compila elenchi di beni che è disposto a prestare e/o barattare con altri. Gli elenchi poi sono fatti circolare in rete in modo che ognuno facilmente sa quali sono i beni disponibili e a chi può rivolgersi per averli. Un modo per alleggerire il bilancio familiare e rinsaldare i legami sociali, alimentando la solidarietà tra i cittadini.

In periodi di crisi, come quello che stiamo vivendo, nasce la mutua collaborazione e assistenza tra le scuole, le fondazioni, gli enti, i teatri. Contro i tagli indiscriminati e lineari una gara di solidarietà, di condivisione di progetti e idee che costruiscono rapporti, conoscenze, amicizie, fratellanze e compartecipazioni. “Viva l’Italia, l’Italia che resiste“.

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