Oggi a Roma alle 14 partirà una manifestazione per la difesa della Costituzione. La casta silenziosamente si prepara ad abolire l’articolo 138 e a modificare la Carta Costituzionale, senza tener conto della volontà popolare. Per gli organizzatori è una picconata alla democrazia e si appellano ai cittadini, affinchè scendano in piazza e si oppongano a questa nuova vergogna.

Roma manifestazione per la difesa della Costituzione

Non c’è più tempo per indugiare. Non si può stare in casa a guardare. È il momento di prendere una posizione. È questo il senso dell’appello rivolto oggi da Lorenza Carlassare, don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky a tutti i cittadini italiani.

Non c’è da difendere il posto di lavoro, che non c’è più purtroppo per molti, ma la Costituzione, la democrazia, il diritto a scegliere che i nostri nonni hanno conquistato con la morte. L’appello alla mobilitazione è stato accolto anche dal “Fatto Quotidiano”, che ha rilanciato nuovamente una petizione sul sito ilfattoquotidiano.it in difesa della Costituzione.

La manifestazione partirà oggi 12 ottobre alle 14 da Piazza della Repubblica ed alle 15.30 arriverà in Piazza del Popolo.

È un appuntamento importante, perchè la casta ha deciso di modificare senza chiedere assolutamente il parere dei cittadini senza coinvolgerli in alcun modo l’articolo 138 della Costituzione. È l’articolo, per chi non lo sapesse, che consente una volta modificato di cambiare la nostra carta costituzionale e di modificare il nostro assetto istituzionale e di introdurre, anche se i cittadini hanno bocciato con un referendum nel 2006 questa possibilità, il Presidenzialismo. È l’articolo che una volta modificato consentirebbe ad una classe politica di nominati di accentrare ancora di più il potere nelle proprie mani e che accelererebbe ancora di più la crisi sociale ed economica e di valori che la nostra democrazia sta vivendo.

Ecco perchè oggi è importante partecipare ed assolutamente non si può stare a guardare! La manifestazione di oggi è, infatti, il primo passo per voltare pagina. L’Italia non può ripartire se i cittadini non si riappropiano dello spazio, che appartiene solo a loro, della partecipazione sociale e politica. Non possono arrendersi passivamente e senza fare nulla ad un declino sociale, economico e morale del nostro paese.

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