Le cellule staminali sono quotidianamente all’attenzione dei media. Da ogni angolo del mondo rimbalzano studi, sperimentazioni, ipotesi che lasciano intravvedere l’utilizzo sempre più efficace di una risorsa disponibile nel nostro organismo.

Le cellule staminali e le loro potenzialità: intervista alla dott.ssa PiroliIl tema è di vastissimo spettro, ma è utile un contributo di chiarezza per dotarsi di una conoscenza di base per affrontare consapevolmente un ragionamento e quindi esprimere un giudizio. Ci aiuta la dottoressa Luana Piroli, presidente della Fondazione InScientiaFides, che proprio della divulgazione e dell’educazione sanitaria ha fatto il suo scopo d’azione.

“Le cellule staminali nascono al momento della fecondazione, ed hanno un compito meraviglioso ovvero quello di sviluppare e generare gli organi e tessuti che andranno a definire l’organismo. Nei primi sette mesi sono embrionali (capacita di generare) dopo diventano adulte, si specializzano nei vari organi e tessuti che hanno sviluppato. Qui si concretizza la differenza fondamentale: le cellule staminali embrionali hanno la capacità di generare; le cellule staminali adulte hanno la capacità di rigenerare”.

C’è un differente utilizzo?

“Due differenze fondamentali: etica e scientifica. Distruggere un embrione va contro l’etica, ma la scienza non ha prodotto grandi risultati, anzi. Mentre le cellule staminali adulte non hanno problemi di tipo etico ed inoltre hanno prodotto risultati scientifici in quanto salvavita per oltre 70 patologie legate al sangue. Inoltre molti studi si stanno compiendo nel campo neurologico e ortopedico. Stiamo in questo caso parlando delle cellule staminali derivate dal midollo osseo e dal sangue del cordone ombelicale”.

Riservando la nostra attenzione alle cellule staminali adulte emopoietiche, quale differenza c’e’ fra quelle contenute nel midollo osseo e quelle contenute nel sangue cordonale?

“La scienza ha stabilito la loro equivalenza. La differenza è nei tempi e nei modi coi quali le si preleva. Più invasivi nel caso del midollo osseo se si considera che è necessaria un’anestesia generale e che l’organismo viene messo a dura prova;  più semplice e senza problemi la raccolta del sangue cordonale in quanto non comporta alcun rischio per la mamma e il bimbo ed inoltre è indolore. Certo un limite ce l’ha: lo si può prelevare solo al momento del parto. Un momento unico ed irripetibile”.

La fonte del cordone ombelicale è più recente e anche dibattuta: quali sono le regole?

“La famiglia deve sapere che è possibile rendere disponibile questa risorsa. Colpevolmente, a causa della sua inefficienza, il nostro sistema sanitario non pone adeguata attenzione a questa informazione, basti pensare che meno di 5 cordoni su 100 vengono trattati, 95 finiscono nel bidone dei rifiuti col loro tesoro. Una volta raccolte le cellule staminali, seguendo un iter che è bene verificare nella qualità delle procedure, la scelta è fra la donazione e la conservazione. Chi dona le staminali cordonali compie un gesto solidaristico importante, perde la proprietà delle proprie cellule staminali che finiscono in un network mondiale con un codice identificativo, a disposizione di chi nel mondo potrà averne necessità. Chi le conserva le mette in sicurezza a favore del proprio bambino e della propria famiglia, che avrà una riserva di salute disponibile in caso di malattie, ad oggi oltre 70  definite dal Sistema Sanitario Nazionale”.

In Italia ci sono dei limiti?

“Si e no. Mi spiego: il decreto ministeriale consente sia la donazione che la conservazione privata (autologa) con due modalità burocratiche diverse.  Una modalità arretrata, sulla quale l’UE è intervenuta invitando ad una rimodulazione. L’Italia consente sia la donazione che la conservazione, ma in quest’ultimo caso impone che fisicamente le cellule siano allocate fuori dai confini nazionali. Sembra incredibile, ma è così. Ciò genera la presenza di rappresentanti commerciali di biobanche private straniere che, motivate fondamentalmente dal fatturato, non lesinano comunicazioni talvolta fuorvianti. Noi abbiamo scelto di costruire la nostra struttura sanitaria nella Repubblica di San Marino, quindi sulla penisola, proprio per avere un rapporto diretto con le famiglie”.

Ha parlato di qualità delle procedure. Che significa?

“Che il requisito universalmente riconosciuto, la certificazione FACT NETCORD, è ciò che deve rassicurare le famiglie. E’ uno standard che garantisce che le cellule staminali cordonali conservate da una struttura certificata saranno accettate da ogni centro trapianti al mondo. E’ qui il fulcro del ragionamento: la sicurezza è quella della restituzione in condizioni ottimali. In Italia esistono 19 biobanche pubbliche, a possederla sono tre. Noi siamo fra le 40 al mondo che hanno raggiunto un livello così qualitativo da meritarsela”.

Nella nostra regione opera una biobanca pubblica a Sciacca. Recentemente, a causa della deficitaria conservazione, dovranno essere buttati 20.000 campioni donati da famiglie. Cosa ne pensa?

“Al di là del fatto gravissimo, direi inaudito, vien da fare una riflessione: in Italia abbiamo 19 strutture, costose da realizzare e da gestire. Nei Paesi europei più avanzati ce ne sono 3 o 4 e sono attive forme di collaborazione col privato. Addirittura con forme miste di raccolta, con cellule destinate sia alla donazione che alla conservazione. L’Italia manca di una regolamentazione che generi efficienza ed efficacia, il sistema è dominato dal pregiudizio verso la conservazione da parte di chi vuol proteggere un’evidente inefficienza. Noi invece diciamo che il progresso è nella condivisione, sia dei saperi che delle azioni. Parliamo della salute dei cittadini, argomento che è al primo posto nella graduatoria delle preoccupazioni di un paese civile. Di fronte a questo, a valere è la qualità delle persone e delle procedure. Affermare dei primati, col pregiudizio, è figlio di un tempo che speriamo stia finendo velocemente”.

Termina qui la nostra chiacchierata con Luana Piroli. La sintesi obbliga a semplificare le informazioni, ma saperne di più sul tema non è difficile. E’ possibile ad esempio seguire il blog www.luanapiroli.com, oppure scorrere testi e filmati del sito www.inscientiafides.com o aderire ai family day organizzati dalla struttura per informare le famiglie.

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