Per migliorare il comportamento della sua popolazione all’estero, il governo della Repubblica popolare cinese ha deciso di distribuire una guida alle buone maniere lunga 64 pagine.

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Interessante campagna in atto in Cina, per cercare di sensibilizzare i turisti cinesi, soprattutto quelli che andranno in vacanza all’estero, ad avere comportamenti più rispettosi della cultura, delle abitudini e delle tradizioni locali.

Obiettivo generale è quello di non scalfire il prestigio della Cina paese, un Paese che ha una politica internazionale sempre più di primo piano, e non vuole che il suo prestigio esca scalfito dai comportamenti irriguardosi dei suoi cittadini che viaggiano all’estero.

Nel mese di agosto, il governo aveva già trasmesso spot televisivi per incoraggiare i turisti a monitorare il loro comportamento all’estero, ma senza successo. Nasce così una guida di 64 pagine che raccogliere tutte le regole che i cinesi devono rispettare quando si viaggia in un altro paese: non infilare le dita nel naso, non urinare in piscina, non occupare troppo a lungo i bagni pubblici, non bere la minestra direttamente nella ciotola … la guida  sarà distribuita automaticamente in tutte le agenzie di viaggio del paese e sarà inclusa nei contratti di viaggio e per i turisti “indisciplinati” saranno previste sanzioni.

Tutto ciò allo scopo di evitare il ripetersi di situazioni imbarazzanti come quelle che hanno fatto scalpore quest’anno in Cina: dai graffiti incisi da un giovane di Nanchino in un tempio egizio lo scorso mese di maggio, alle foto del più recente bagno di un gruppo di cinesi in in una fontana del Louvre.

La legge sul turismo, la prima legge su questa materia emanata in Cina, renderà giuridicamente vincolante per i turisti comportarsi in modo corretto.

Secondo il WTO (Organizzazione Mondiale del Turismo), 1,8 milioni di turisti sono attesi in Francia nel 2013-2014 dal premier Li Keqiang, saranno quasi 400 milioni in giro per il mondo in cinque anni.

Il commento più interessante a questi fatti è stato quello di Yang Jinhui, guida turistica di Caissa International, che ha detto “dobbiamo ricordare che siamo tutti diplomatici informali quando visitiamo paesi stranieri”.

Fonte: Turismocinese

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