Se sei gentile, sei un uomo. Intervista a Enzo Gragnaniello il cantore viscerale dell’anima.

Enzo Gragnaniello, il cantore viscerale dell’anima

Sono arrivato e mi ha accolto un’opera d’arte. Era delicatamente appoggiato ad un’opera straordinaria di Mimmo Paladino che apre le porte del Auditorium Oscar Niemeyer, incastonato nel panorama incantato di Ravello. Che sia un poeta, oltre che una delle voci più dense ed emotivamente interessanti della nostra musica, è abbastanza noto, e una delle sue cifre stilistiche  è una straordinaria gentilezza, che non palesa subito il suo aspetto apparentemente rude.

Ho visto il film documentario “Radice”,  sulla musica e sulla vita del cantante, realizzato da Carlo Luglio, e già presentato alla 68a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove in una scena dice che la cosa che più rappresenta l’umano è la gentilezza. “Se sei gentile, sei un uomo, si nun sì gentile…animale”.

Con quella gentilezza mi fa accomodare insieme a lui, mentre il gruppo di collaboratori che formano con lui il progetto “Elements”, sono occupati nelle prove.

Enzo, gli chiedo subito, tu nella tua carriera hai avuto la fiducia di grandi produttori come David e la Caselli, ma come mai non vi siete incontrati sulla strada del grande successo discografico.  Sono loro a non essere abbastanza poeti, o sei tu che sei un anima troppo libera?

“No, sono io un’anima libera. Questi grandi produttori mi hanno sempre molto stimato, ma di fondo  io ho bisogno di grande libertà, a tutti i livelli. Non amo nessun tipo di costrizione e di legame oppressivo. Pensa che pure l’ascensore mi da fastidio.”

È forse per questo che continui a vivere nella tua Napoli, nel posto dove sei nato, o anche per continuare a cercarne la sua poesia, i valori, la tua ispirazione?

“Io credo di essere un frammento di Napoli, e, ovunque sono, ne posso creare gli umori. Mi siedo con la mia chitarra e sono certo che l’universo mi manderà un po’ di poesia. Ormai ne ho un serbatoio pieno. Napoli mi appartiene. I valori poi in se e per sé sono concetti che nella loro naturalezza appartengono alle persone attaccate ad un modo semplice di vivere. Vengono fuori infatti proprio quando trionfa la semplicità, e sono molto legati alla dignità.”

Che cosa è per te la dignità?

“Dignità è l’evoluzione spirituale. E proprio come l’evoluzione spirituale la sua comprensione si trova su uno scalino più alto, e se non riesci a salire lo scalino non ti si può spiegare. Sta tutto dentro il modo di vivere di ognuno, ma bisogna salire il gradino.”

E la poesia ?

“La poesia è l’alimento dello spirito. Vide ‘a gallina se magna ‘o granone, io mi mangio una pasta e fagioli, ma il nostro spirito si alimenta della poesia. È come una pianta che è all’interno di ognuno di noi, e la poesia è l’acqua che l’alimenta e fa nascere i fiori e maturarne i frutti.”

C’è un straordinaria canzone che hai scritto per Bocelli in cui accosti due delle più grandi  forze   della natura : il mare e la donna. Ha un significato particolare la loro unione ?

“O mare e tu “, che canta anche con Dulce Pontes,… beh l’hai già detto. Il mare significa tante cose. La profondità, i suoi colori e i suoi odori, la grandezza, la forza, e anche l’apertura verso il nuovo, la conoscenza e la tolleranza. La donna poi rappresenta un faro, è il punto di riferimento, l’unica cosa in grado di ingentilire ogni persona. E sono due forze straordinarie che rappresentano la vita.”

Grazie Enzo, io me la posso cavare solo con un già detto. Perché nemmeno il sottoscritto sa spiegare con precisione cosa sia la poesia, ma quando la incontro o incontro un poeta cantore, li so riconoscere.

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