Così mi son dovuto alzare all’alba per recarmi al supermercato… Mi misero subito alla cassa, forse avevo l’aria così da bravo ragazzo, che pensarono bene di affidarmi quel ruolo… La mattinata passò quasi serenamente, fino a quando vidi ritornare dopo aver accuratamente controllato il suo scontrino, quello strano tipo… aveva gli occhi rosso fuoco e in viso era paonazzo, “senta” esordì, “lei mi ha battuto nello scontrino la “la Passata Star” a 0,70€…

Lo guardai perplesso, era forse convinto che io, che neanche sapevo come la cassa avesse registrato i prezzi di un intero supermercato, potessi variare dal display il prezzo di vendita al pubblico di quel prodotto? lo invitai a calmarsi e mentre lo facevo sentivo già gli sguardi e le lamentele sottili dei clienti che in fila attendevano il loro turno, ad un certo punto estrasse un enorme foglio piegato come un libro e mi indicò la foto della “Passata” con scritto sotto il prezzo di 0,69€ , doveva essere il volantino quello che mi mostrava, me ne avevano parlato quella stessa mattina, una sorta di elenco di prodotti in offerta a prezzi stracciati, doveva servire ad attirare la clientela dentro il supermercato, ma se quello era tipo di clientela… meglio non l’avessero mai stampato!

Rimasi immobile, non sapevo che dire, che fare, dove guardare, il suggerimento arrivò da un altro cliente…”Chiami il direttore e andiamo avanti devo tornare al lavoro io!” disse, mentre altri clienti annuivano compiaciuti. Così, composi nervoso il numero e spiegai l’accaduto, il direttore riattaccò la cornetta del interfono infastidito. Arrivò con fare sostenuto e pieno di sé chiedendo quale fosse il problema, dopo che il cliente glielo ebbe esposto gli rispose che era un errore di stampa e noi non ne avevamo alcuna responsabilità, ovviamente il cliente non accettò per buona quella motivazione e iniziò a inveire contro il marchio del supermercato e la serietà di chi vi lavorava, nel frattempo la fila di persone alla cassa era cresciuta in maniera copiosa e io inizia a sudare freddo.

Il caos esplose quando gli stessi clienti in fila dissero al “contestatore” di spostarsi e far continuare il defluire dei pagamenti, questo allora con fare iracondo si scagliò anche contro di loro dicendo “non è per il centesimo, ma queste sono delle vere e proprie truffe a cui nessuno di noi dovrebbe sottostare”, fu un attimo, non ci vidi più dai nervi, ero stanco, decisi di concludere li quella faccenda… Infilai la mano in tasca e ne estrassi un piccolo, minuscolo centesimo che consegnai al cliente invitandolo a chiudere li quella diatriba. Lui lo prese in mano e se ne andò seguito dagli applausi dei clienti in coda, che riempirono in un attimo il mio animo di coraggio e nuova fiducia in me stesso!

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