Italia, Repubblica fondata sul volontariato 660x330

Ci siamo lasciati dando ragione a un articolo pubblicato su un quotidiano italiano che ha fatto molto discutere dal titolo: “L’ Italia è una Repubblica fondata sul volontariato”.  Ci siamo però anche detti che i dati rilevati dall’Istat sul terzo settore, il settore, cioè, degli enti non profit, le organizzazioni di volontariato, le associazioni culturali, definito così in contrapposizione al settore pubblico delle istituzioni e al settore privato delle imprese, sono di fatto incoraggianti.

Abbiamo infine aggiunto che il volontariato nasce dalla spontanea volontà delle persone, di fronte a problemi non risolti o non affrontati dallo Stato e dal mercato; il volontario è una persona che si rende disponibile al servizio gratuito e disinteressato alle persone o a una comunità; dedicando tempo, professionalità e passione; il volontariato tende a superare il concetto economico di giustizia commutativa, per rilanciare il riconoscimento dell’interesse generale e antropologico di una comunità.

Premesso tutto ciò facciamo la conoscenza di associazioni, fondazioni, gruppi e singoli volontari, iniziando dalla Fondazione ABIO, fondata nel 1978, presente nel territorio in 200 reparti pediatrici con oltre cinque mila volontari, ha come obiettivo primario donare un sorriso ai bambini malati.  I volontari ABIO rendono meno traumatico possibile il percorso ospedaliero di bambini e adolescenti, sostenendo attivamente i genitori. Sin dal primo giorno di ricovero facilitano con l’ascolto, il sorriso, la disponibilità, il gioco, l’impatto con l’ambiente ospedaliero.

A tale proposito, ABIO ha creato in molti reparti pediatrici ambienti a misura di bambino: camerette colorate, sale gioco e di studio, spazi da condividere con i genitori, i nonni, i parenti, i medici e i volontari stessi. Insomma, ha umanizzato le corsie degli ospedali spesso fredde, impersonali e uguali. La Fondazione ABIO, poi, insieme a PROGEA, Joint Commission International e SIP, ha elaborato la Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale, che in dieci punti stabilisce i diritti fondamentali per i bambini, gli adolescenti ricoverati ma anche per i loro genitori e concretizza gli standard dei livelli di qualità che i reparti pediatrici devono rispettare.

Elenchiamo alcuni di questi diritti:

  • i bambini e gli adolescenti hanno diritto ad avere sempre la migliore qualità delle cure;
  • i bambini e gli adolescenti hanno il diritto di avere accanto a loro in ogni momento i genitori o un loro sostituto;
  • l’ospedale deve offrire facilitazioni (letto, bagno, spazio per effetti personali, pasti a prezzo convenzionato) ai genitori dei bambini e adolescenti ricoverati e deve aiutarli e incoraggiarli;
  • i bambini e gli adolescenti hanno diritto a essere ricoverati in reparti pediatrici e mai in reparti per adulti;
  • ai bambini e agli adolescenti deve essere assicurata la continuità dell’assistenza pediatrica da parte dell’equipe multidisciplinare ospedaliera 24 ore su 24;
  • i bambini e gli adolescenti hanno diritto ad avere a loro disposizione figure specializzate;
  • i bambini e gli adolescenti devono avere quotidianamente possibilità di gioco, ricreazione e studio;
  • i bambini e gli adolescenti devono essere trattati con tatto e comprensione e la loro intimità deve essere rispettata in ogni momento;
  • i bambini e gli adolescenti e i loro genitori hanno diritto a essere informati riguardo alla diagnosi e adeguatamente coinvolti nelle decisioni relative alle terapie;
  • nell’attività diagnostica e terapeutica che si rende necessaria, devono essere sempre adottate tutte le pratiche finalizzate a minimizzare il dolore e lo stress psicofisico dei bambini e degli adolescenti e la sofferenza della loro famiglia.

Eppure questi diritti ancor oggi non sono garantiti in tutti gli ospedali italiani. Testimonial ABIO Beppe Severgnini che ha vissuto personalmente un’esperienza positiva con i volontari e che di conseguenza ha deciso di sostenerli e di diffondere la Carta, considerandola: “ una novità che tutti – ospedali, medici, infermieri, volontari, famiglie – devono capire e utilizzare. Un documento studiato per la realtà italiana. Uno strumento per aiutare una società civile che voglia esser degna di questo nome”.

Sabato 28 settembre in cento piazze italiane la Fondazione ABIO lancia un nuovo obiettivo con un’offerta di sette euro riceverai un cesto di pere e aiuterai la fondazione a organizzare i corsi di formazione per i nuovi volontari. La formazione di base è essenziale per ogni volontario, non si può prescindere da essa, ti qualifica, ti valorizza, ti fornisce conoscenza e competenze utili per affrontare meglio il cammino di volontariato.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=nxDoORDHbHg[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti