Laura Palestrini, Sospensione criogenica, 2012, acrilici e foglia d'argento su telaUna donna fra le donne. A quasi un anno di distanza dalla sua ultima esposizione (“Dissonanze cromatiche”, Milano Spazio Stendhal36, dicembre 2012), Laura Palestrini dal 25 settembre al 2 ottobre 2013 si presenta a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne (Sala Atelier) con la mostra “Sinteresi”.

L’esposizione, che si avvale della curatela di Beatrice Rioda, sarà inoltre accompagnata da uno straordinario concerto jazz per tromba e contrabbasso di due talentuosi musicisti, Pepe Ragonese e Marco Vaggi.

La pittura di Laura Palestrini è a volte delicata o diversamente potente, ma sempre di forte suggestione cromatica. La decisione di affidare all’arte la propria vita in maniera totalizzante è nata da una lenta consapevolezza, in parte determinata anche da un passato come decoratrice e restauratrice, “arti manuali” che le hanno insegnato innanzitutto a non avere fretta, ma nello stesso tempo a ricercare costantemente la perfezione.
In Laura Palestrini c’è il bisogno di emozionare attraverso il colore che si tramuta in lei in astrattismo immediato, solerte, mai consueto.

“La bellezza di un quadro è determinata da ciò che riesce a comunicare all’osservatore, non importa se la mano è quella di un artista famoso o di uno sconosciuto, di un adulto o di un bambino, tutto quello che conta, e che ha il potere di renderla un’opera d’arte, sono il trasporto e le emozioni che ci avvolgono quando la si contempla” (Laura Palestrini)
Le ventitré opere che Laura Palestrini presenta alla Casa Internazionale delle Donne di Roma scandagliano gli ultimi sei anni della sua attività artistica: acrilici, tempere, foglia d’argento, sabbie, smalti e cera su tela o masonite. Espressioni caratterizzate dall’uso a volte estremo del colore, con contrasti che evidenziano una ricerca sempre sperimentale ma con l’intento di affidare una nuova energia alla luce così come alle ombre.

E’ in una consapevole incompletezza che oggi si muove l’arte di Laura Palestrini: ugualmente cerca di toccare le corde più profonde di chi decide di conoscerla attraverso le sue opere, racconti di un’ansia da prestazione nella vita di tutti i giorni che non si placa, ma che proprio nell’ inquietudine ritrova il suo equilibrio.

Laura Palestrini vuole trasmettere il vortice vitale che ha dentro. Quello che percepisce lei lo scarica sulle sue tele, a volte a colori altre in bianco e nero, sperando che gli occhi della gente riescano a cogliere e interpretare nella maniera esatta la sua “confusione logica” che ad esempio rivelano opere quali “Empatia” (2009) o “Inevitabile” (2011), al di là di quello splendido e affascinante “Disordine trasversale” che accompagna l’arte di Laura Palestrini.

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