In mostra sette sculture nel centro storico di Taormina. “Geometrie nello spazio”: un percorso fisico e mentale di attraversamento di geometrie spaziali.

Vincent Pirruccio, Geometrie nello spazio
La mostra “Geometrie nello spazio” di Vincent Pirruccio, curata dal critico d’arte Ornella Fazzina e allestita dall’artista Paolo Greco, ha lo scopo di trasformare alcuni spazi del centro storico della città di Taormina per mezzo di interventi artistici, in questo caso delle installazioni di medie dimensioni che, modificando la percezione dello spazio, restituiscono una nuova visione urbana.

Lo scopo principale di queste opere è quello di esaltare maggiormente i luoghi della storia, conferendo a ciascuno di essi la possibilità di un armonioso incontro tra l’antico e il contemporaneo, senza soluzione di continuità. Sono, queste, opere che hanno la capacità di fondere arte e spazio in una dimensione che annulla la nozione di temporalità e che, per la natura essenziale e geometrica, si rapportano con il paesaggio, con le architetture, con il mito, nella trasmissione di valori e significati universali.

Le grandi sculture sono disposte lungo un suggestivo percorso prestabilito, nell’intenzione di dar vita ad una narrazione in un costante dialogo con i luoghi e con il pubblico che sarà parte attiva dell’opera nell’interagire con essa: opere che coinvolgono il visitatore che non si limita a guardarle ma è  attratto dal toccarle ed attraversarle. Si crea, quindi, un percorso artistico inedito che unisce tempi e culture, in una logica odierna di contaminazioni.
Le installazione realizzate in ferro, acciaio e pietra, ricalcano nella poetica dell’artista uno schema formale molto rigoroso che nella costruzione geometrica trova la sua massima manifestazione. Pulizia tecnica e composizione matematica sono le caratteristiche di questi lavori che creano un felice connubio tra studio razionale della forma e la forma urbis che connota la realtà storica di Taormina, fatta di sedimentazioni e stratificazioni che ne esaltano la bellezza.

L’esperienza artistica di Vincent Pirruccio parte dal lontano Costruttivismo per arrivare ed inserirsi appieno in quei movimenti minimali degli anni settanta che l’artista ha vissuto, esprimendo nella sua ricerca una matrice plastica nell’oggettivazione di spazi e volumi, di cui è stato uno degli esponenti di spicco. Dopo un periodo che lo ha visto impegnato in superfici specchianti caratterizzati da un assoluto geometrismo, egli si è concentrato su strutture bidimensionali che progressivamente si espandono generando movimento in contrapposizione alla staticità connaturata al genere scultoreo.
Quello che Pirruccio propone oggi è un progetto di public art (anche se le opere saranno collocate per un tempo determinato) che si avvale di un’esperienza maturata prima fuori dall’Italia e successivamente a Milano – che negli anni ‘70 ha rappresentato il centro della creatività e della sperimentazione nel campo delle arti visive – supportata da firme qualificate della critica italiana quali Gillo Dorfles, Daniela Palazzoli e Flaminio Gualdoni, e con esposizioni insieme a nomi come Fontana, Ceroli, Dorazio, Manzoni, Scanavino, Sol Le Witt e tanti altri importanti artisti della scena europea.

Vengono presentate per Taormina sette opere ubicate lungo l’asse che da Porta Messina si snoda fino ad arrivare a Piazza 4 Fontane. Un percorso fisico e mentale di attraversamento di geometrie spaziali che permette una continua interazione tra pubblico – opera – spazio.

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