Lo sviluppo dei sistemi di comunicazione arricchisce o riduce la bellezza e lo spessore dei contenuti?

L’enigma del linguaggioChe sia una cosa importante, è fuor di dubbio. La storia della torre di Babele, uno dei più grandi miti della cristianità, ne ha amplificato il rilievo. E poi per secoli scienziati, filosofi, artisti e gente comune hanno provato a scioglierne gli enigmi.

La comunicazione è tutto. L’uomo nasce con il linguaggio ed è superfluo ricordare quanto in un bambino sia necessario per la formazione dell’intelligenza emotiva e lo sviluppo delle capacità relazionali con l’ambiente fin dal primo giorno di vita. Per qualcuno, con il quale mi associo,  l’esperienza comunicativa inizia addirittura prima della nascita. Viene fuori da  un ancestrale esigenza di sopravvivenza, si è evoluta attraverso l’arte e la letteratura, utilizzando la magia della creatività, e gli sviluppi forzati  dalla guerra e dalla competizione umana.

Soprattutto per via della competizione, di cui la guerra è l’espressione più feroce, avviene buona parte dei progressi di tutte le attività umane, che poi per fortuna vengono applicate  per il bene anche nella realtà sociale.  E’ un po’ quello che accade nel passaggio delle tecnologie dalla formula uno alle nostre automobili.

Bandiere prima, segnali in codice poi, tamburi, corni, sono stati essenziali dispositivi, utili per aprire un veloce canale di comunicazione,  e i campi di battaglia erano i teatri dove più si era rapidi  ed efficaci nel passaggio delle informazioni, più le sorti potevano volgere a proprio favore. È difficile accettarlo ma i telefonini prima che per scambiarsi  messaggini amorosi o chiamare i   soccorsi sono nati per rendere più  efficienti e letali gli spostamenti delle truppe.

Quello che ha prodotto la ricerca filosofica sul linguaggio non è sintetizzabile, perché praticamente tutti i grandi, e non poteva essere diversamente, se ne sono occupati. Ma più interessante è il tentativo di risolvere un interrogativo, sorto dal chiaro aumento delle potenzialità delle possibilità di comunicazione.  Le dinamiche e la tecnologia delle applicazioni che realizzano l’immediatezza comunicativa, stanno diventando così veloci da far impressione, al punto che i telefonini di Star Trek  ci fanno già sorridere, ma il continuo sviluppo dei dispositivi tecnici tendono ad arricchire o a ridurre la bellezza e lo spessore dei contenuti?  Tanti mi dicono da tempo, che questa velocità, con l’uso delle mail e degli sms favorirà una sorta di decadenza  della lingua e renderà aridi i contenuti che attraversano il canale comunicativo, ma sarà veramente così?   Personalmente non credo.

Il contenuto dipende anche dalla forma della trasmissione, nella fase di comprensione del messaggio, ma essenzialmente scaturisce  da se stesso o meglio dalla sua essenza, che sempre si adatta alla realtà relazionale.  Mai  deriva dalla forma. Che  essa vada a influenzare la parte percettiva, cioè l’estetica, è innegabile. Per questo motivo ci è possibile dire che un discorso sia più o meno bello, ma detta  forma è infinitamente varia, perché, innumerevoli  sono i linguaggi e innumerevoli sono le percezioni. Ognuno ha in sé un concetto che si crea con la lettura ad esempio della parola “amore”,  diverso da quello di un altro, ma perfettamente uguale a quello che si forma leggendo la parola “love”, proprio perché la forma è semplicemente il veicolo. Mentre è’ il contenuto che si costruisce la forma.

Ma torniamo sui campi di battaglia. Credo che sia nato in quei frangenti l’idea della trasmissione di un messaggio veloce e telegrafico. E in effetti se vogliamo spesso un segnale è stato più efficace di tanti altri  sistemi di comunicazione per effettuare un attacco o una mossa particolare.  Il linguaggio dei ragazzi, e quello usato in borsa, ma non solo quelli,   ha necessità alle volte  di una velocità e di una efficacia simile. Si tratta spesso di codici sfruttati da tutti quelli che frequentano la stessa piattaforma semantica.  Le abbreviazioni, quelle che l’accademia della crusca chiama “scritture tachigrafiche”, stimolano diverse forme di conoscenza e comprensione. Mentre i contenuti vengono sistematicamente adattati dal “ground “ al “significante”, come li chiamerebbe Pierce, cioè dall’idea al segno, e  perché tutto funzioni, è necessario che dall’altra parte ci sia  una persona che sa di cosa si tratta, e sia in grado di interpretare un cuoricino, o il significato di  tvb.  Ma se si volesse dichiarare il proprio amore sappiamo bene che non basta un semplice cuoricino, a meno che non vi siano esperienze pregresse tra le due parti della comunicazione, specialmente se, l’individuo cui  si è interessati, non ha mai  frequentato la stessa piattaforma semantica.  Siamo gli unici animali che parlano e comunicano attraverso i linguaggi di varie scatole semantiche, i linguaggi di gruppo; i quali sono diversi in base al mondo a cui ci si rapporta. Esiste un linguaggio di gruppo di una classe scolastica, quello di una classe di lavoratori, quello dei medici, degli informatici e quello degli artisti e dei poeti.  E l’unica cosa da insegnare ai nostri ragazzi è solo la capacitò di muoversi agilmente tra i vari registri di comunicazione. Esattamente come si insegna con le parolacce, che comunque devono conoscere; regalandogli però, la consapevolezza di saper scegliere la situazione in cui è utile dirle. E in più la coscienza che la grammatica di tutte le lingue è una forma mentis vitale, per cui sapere che il congiuntivo non è una malattia dell’occhio è utile anche x tt qll k amano le abbreviazioni.

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