Abolito bonus maturità

L’abolizione del Bonus maturità per il test d’ingresso: una scelta antigiuridica che danneggia migliaia di candidati.

L’Italia troppo spesso dimostra di non saper cosa sia la legalità. Ieri mattina il consiglio dei ministro ha abolito, con decorrenza immediata, (cioè mentre gli studenti facevano la prova), il bonus piuttosto consistente ma non esorbitante legato, per i test di ammissione a medicina e altre facoltà a numero chiuso, al voto dell’esame di maturità per chi aveva preso un punteggio elevato.

Supponiamo che il sistema del bonus, peraltro dettato da buon senso per incentivare l’impegno dei liceali e far loro un riconoscimento concreto del lavoro svolto, fosse concepito male, con sistemi cervellotici o fosse sbagliato in sé. Ma tutti gli 84.000 maturati che hanno fatto ieri il test nazionale per Medicina sapevano che era così, che per quest’anno vigeva. Vi immaginate la frustrazione di un candidato che nei mesi della preparazione per la maturità si impegna fino all’estremo delle sue forze per il desiderio di farcela a entrare, e dopo il test, magari andato peggio previsto, viene anche a sapere che negli stessi minuti durante i quali faceva la prova la ministra Carrozza ha stabilito, con il sostegno del Consiglio che vi ha decretato sopra, che (citazione non letterale ma sostanziale) “il bonus abbiamo verificato non avere dato buona prova di sé e anche per evitare ricorsi si è deciso di abolirlo”

Abolirlo non dal 2014, ma da subito, da ieri mattina stesso? La scelta è stata di una demagogia unica (vi erano proteste in corso contro il bonus). Ma la sig.ra Ministro temo dovrà ricredersi quanto all’avere evitato ricorsi. Se la forchetta che garantiva il bonus di maturità andava da 80 a 100, ritengo che varie migliaia di candidati si siano visti penalizzati da questa improvvisa deprivazione, con valore pressoché retroattivo. Senza contare che in qualunque competizione uno dosa le forze e se c’è un décalage, se parte con un vantaggio si regola di conseguenza, adotta una strategia (p.es. non rischiare di sbagliare risposte e lasciarne in bianco alcune, per evitare di perdere punti a seguito di eventuali errori, “tanto ne ho altri di riserva, quelli del bonus…”).

Amici giuristi mi dicono ciò che per buon senso intuivo: un abominio giuridico, una roba mai vista. Che, sul piano della incapacità organizzativa, fa il paio con il concorso di recente sballato perché l’azienda specializzata che ha ottenuto l’appalto per la preparazione dei test aveva sbagliato l’allestimento tecnico degli stessi, inserendo un numero diverso dal previsto di risposte da scegliere. Ma ciò che è avvenuto ieri supera la peggiore delle fantasie. Un radiogiornale Rai delle 19 ha così commentato l’abrogazione immediata del bonus: “Contenti gli studenti…”. Suppongo che contenti non saranno tutti coloro che si vedono sottrarre un diritto nel quale contavano e che quando sono entrati in aula erano certi spettasse loro. Così come ormai sapevano di partire senza potervi contare anche tutti coloro che non avevano questo diritto. Aspettiamo i ricorsi al TAR.

“Continuiamo così facciamoci del male”, diceva Moretti.

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(Photo: EMMEVI)

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