Crisi in SiriaLa pace è un diritto vitale dei popoli del mondo. La guerra è un abuso illegittimo, criminale e distruttivo dei potenti contro i più deboli, che perciò vanno condannati senza appello. L’aggressione USA/Nato e sionista contro il legittimo governo siriano è un atto di pirateria internazionale, pianificato e dichiarato, che esclude alla radice ogni ipotesi pacifista.

Mentre i mass-media e i politici occidentali coprono o collaborano con l’aggressione USA/Nato e sionista contro il legittimo governo siriano, si levano importanti appelli per la pace in Italia e in Europa. Ma cosa significa rivendicare la pace in Siria?

Non si tratta di una guerra tra due nazioni che può comportare una soluzione pacifica. Gli aggressori USA ed occidentali – usando pretesti fasulli e non dimostrati – pretendono di rovesciare con la forza delle armi il legittimo governo siriano e il presidente Assad.

Lo dicono esplicitamente da tempo, prima impiegando i cosiddetti “ribelli” (mercenari e assassini prezzolati), poi intervenendo direttamente, dopo la sconfitta dei loro “ribelli”. Allora il primo appello da fare è condannare e contrastare la illegittima aggressione USA/Nato, occidentale e sionista contro il governo siriano.

Un appello che si basa sul diritto universale alla PACE dei popoli del mondo, sul Diritto internazionale degli Stati sovrani, sulla giustizia e sulla ragionevolezza elementare: infatti non si può punire un presunto – o falso – eccidio di un governo, bombardando un popolo innocente e provocando vittime civili e disastri in quantità 100 o 1000 volte maggiori. Purtroppo molti dei “pacifisti nostrani” rimangono nel vago o sono ipocriti e conniventi.

Un secondo appello – legato e coerente con il primo – è quello di rivendicare una soluzione politica al conflitto interno, scatenato da “ribelli” armati, allo scopo di rovesciare il governo.

E’ una soluzione invocata da Assad, dall’Iran, dalla Russia, dalla Cina e dalla stragrande maggioranza dei Paesi dell’ONU. Lo chiede perfino il “Comitato nazionale di coordinamento (NCC), soggetto di opposizione anti-Assad, che antepone la sovranità nazionale, alla alleanza con i governi aggressori. In ogni Paese del mondo le opposizioni contrattano con il Governo legittimo, in modo pacifico, usando le Istituzioni preposte.

Il ruolo dell’ONU non è quello di “coprire” aggressioni unilaterali armate, ma di determinare soluzioni politiche pacifiche, in ciò usando anche forze di interposizione dell’ONU in Siria.

Se vi sono rivendicazioni politiche che gli oppositori anti-Assad vogliono avanzare, come riforme o misure sociali e popolari, si tratta di esplicitarle e contrattarle con il governo legittimo del Paese, ma senza ricatti e pregiudiziali illegittime.

Assad è disposto a discuterne ed a risolvere politicamente il conflitto “interno”, ma senza ingerenze esterne strumentali e senza pregiudiziali inaccettabili (la caduta di Assad). Ma USA/Nato, occidentali e sionisti non vogliono soluzioni politiche concordate: il loro scopo dichiarato è quello di sovvertire il ruolo e il sistema politico e di occupare il Paese, da loro giudicato “scomodo” per i piani egemonici imperialisti e sionisti di Israele.

In queste condizioni, invocare la PACE (!?) è semplicemente un esercizio di ambiguità e di ipocrisia. Anche gli aggressori vogliono la “pace”, ma la loro pace: quella dei morti, delle macerie, delle sofferenze e del dominio totalitario dei vincitori.

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