piano-casaIl 28 giugno u.s. il governo Letta ha reclamizzato con enfasi le misure spacciate per piano casa, un piano che piace molto a banche, costruttori e palazzinari, senza risolvere alcuno dei problemi degli inquilini. E’ la “Cassa depositi e prestiti”- struttura pubblica – che finanzia il piano con 4 miliardi e 400 milioni di euro.

L’emergenza abitativa sta mietendo in Italia vittime a migliaia: sfratti, impossibilità di pagare affitti e mutui, disperazione e rabbia di inquilini, anziani, giovani, disoccupati, famiglie a basso reddito .

Nessuno contesta i dati di questo dramma crescente, ma il governo finge di non sapere e non vedere. In questo ambito, nel quale il diritto all’abitare sancito dalla nostra Costituzione viene ancora violato (art.47), il governo Letta regala soldi dei contrinuenti a banche, costruttori e palazzinari, cioè ai responsabili della speculazione edilizia, invece che alle loro vittime. Della somma stanziata solo 40 milioni di euro vanno alle cosiddette “morosità incolpevoli”, cioè al 90% degli sfratti in esecuzione (almeno 300.000 negli ultimi 4 anni). La service tax,che colpirà anche gli inquilini, darà loro il colpo di grazia.

Due miliardi di euro vanno invece a banche e proprietari di immobili, mediante bonus e incentivi fiscali. L’invenduto non viene sanzionato in forma progressiva, e il cosiddetto housing sociale avrà altri due miliardi di euro.

Come al solito, un termine inglese fuorviante che nasconde regali di suolo pubblico ai palazzinari in cambio di promesse (fasulle) per futuri canoni “agevolati” (concordati con i sindacati confederali consociativi). L’ housing sociale potrebbe applicarsi, senza oneri per Stato e contrinuenti e senza altre cementificazioni, al patrimonio degli Enti previdenziali pubblici e privatizzati, agli immobili invenduti o sfitti, al riuso del patrimonio immobliare pubblico.

In questo senso va la vertenza in atto del sindacato USB/ASIA che in questi giorni ha conquistato un tavolo di trattativa con Regione Lazio e Comune di Roma.
Con questa politica, che tratta il bene vitale-casa come merce speculativa, viene affossata l’edilizia residenziale pubblica (ERP), a tutto vantaggio della speculazione immobiliare privata.

Perciò i sindacati extraconfederali e i comitati degli inquilini vessati hanno aderito alla manifestazione nazionale del 19 ottobre 2013 a Roma, che contesta la politica del governo Letta, il cosiddetto “piano casa”, la mercificazione delle abitazioni, la cementificazione del territorio e la speculazione edilizia privata.

Rimane confermato che, aldilà delle chiacchiere, il governo Letta continua a produrre danni sociali crescenti, aggravando la grave situazione economica di cittadini e lavoratori. Non è un caso che la situazione economica italiana, come risulta dai dati ufficiali, sia la peggiore in ambito UE e non mostri tendenze di ripresa.

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