precari-della-scuola-di-firenzeIeri pomeriggio i precari della scuola di Firenze si sono dati appuntamento presso l’Ufficio scolastico regionale per denunciare per l’ennesima volta i ritardi relativi alle  operazioni di assegnazione degli incarichi annuali. Inoltre con tutti gli altri precari d’Italia che si sono riuniti dinanzi ai rispettivi uffici scolastici regionale hanno denunciato il piano-beffa di assunzioni a tempo determinato previsto dal ministro Carrozza.

I precari della scuola ritornano alla carica e prima che l’anno scolastico inizi fanno sentire la loro voce. Ieri si sono dati appuntamento in tutte le città d’Italia dinanzi agli Uffici scolastici regionali per denunciare che le immissioni in ruolo annunciate dal ministro Carrozza e da questo governo sono solo fumo negli occhi.

Ma i precari di Firenze si sono riuniti dinanzi all’Ufficio Scolastico regionale anche per denunciare il ritardo dell’URS della Toscana sia per le operazioni di assegnazione degli incarichi a tempo determinato sia per quelle delle immissioni in ruolo. Puntualmente ogni anno l’URS Toscana accumula almeno un mese di ritardo e fa in genere le operazioni di nomina non entro il 31 agosto ma verso la fine di settembre, cioè quando la scuola è già incominciata da un pezzo.

Ciò produce dei disagi sia alle scuole che agli studenti, che nel giro di un mese o si trovano senza insegnante o con un insegnante che poi sarà costretto a cambiare sede. Ma ciò è una beffa anche ai danni dei precari che perdono un altro mese di lavoro e vedono così ulteriormente alleggerito il loro già magro stipendio.

Ieri 4 settembre quindi i precari di Firenze che si sono dati appuntamento alle 10 e trenta dinanzi all’Ufficio Scolastico Regionale e non solo hanno denunciato la gravità della situazione nazionale, ma hanno anche richiamato l’attenzione dei media sui ritardi della Toscana, che non sono più giustificabili, e dopo essersi riuniti in riunione hanno chiesto un incontro con il dirigente Bacaloni. Questi alle accuse mossegli dai lavoratori ha risposto che non è colpa sua, che la causa dei ritardi è dovuta al sistema e soprattutto alla mancanza di personale.

C’è da domandarsi perché questo stato di cose riguardi solo la Toscana, mentre le altre regioni non sono in ritardi sui tempi. Non saranno dovuti i ritardi all’inefficienza degli uffici e forse alla non tempestiva richiesta da parte del dirigente del personale di cui ha bisogno per lo svolgimento delle operazioni di utilizzazione, trasferimenti, immissioni in ruolo e convocazioni degli insegnanti per l’incarico annuale?

In un comunicato stampa diffuso in rete i precari di Firenze scrivono: «Dopo l’appello lanciato in rete da Precari Uniti Contro i Tagli, i docenti precari sono ritornati a farsi sentire, il 4 settembre, in tantissime città italiane tra cui Bari, Bergamo, Bologna, Catania, Cosenza, Caltanissetta, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Ravenna e Roma. Il nuovo ministro Carrozza a fine agosto ha annunciato, spacciandola come grande opportunità per il mondo della scuola, l’immissione in ruolo di un irrisorio numero di docenti, si parla di 11.268 unità.

Il meccanismo di dissimulazione, attuato anche da questo governo, non inganna più nessuno.

I docenti, i lavoratori della scuola, oggi non credono più alle truffe di quei tagli che vengono camuffati da riforme. E’ chiaro a tutti che anche questo governo PD-PDL non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro rispetto ai tagli Berlusconi/Tremonti/Gelmini (8 miliardi e 150.000 posti di lavoro tra docenti e ATA). Questa politica di sacrifici che mira, in prima istanza, allo smantellamento dello stato sociale, ha affossato la qualità della scuola pubblica statale, leso i diritti acquisiti da decine di migliaia di docenti precari disconoscendone la preparazione e l’esperienza sul campo e mortificandone la dignità di esseri umani.

Stamane i docenti precari fiorentini si sono ritrovati dinanzi all’Ufficio scolastico regionale, non solo per chiedere a questo Governo una radicale inversione di marcia ( ossia un cospicuo rifinanziamento della scuola pubblica statale, il ritiro dei tagli Gelmini e della riforma Fornero, l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili in organico di fatto e di diritto ), ma anche spiegazioni sulla mancata comunicazione ufficiale dei nuovi ritardi nelle operazioni per l’avvio del nuovo anno scolastico, ritardi che contraddistinguono ormai il capoluogo toscano.»

In un volantino diffuso dall’Associazione culturale e sindacale “Noi scuola” durante la manifestazione si legge: “Al Provveditorato di Firenze quest’anno le cose vanno ancora peggio, se è possibile, dello scorso anno: ritardi nelle operazioni, docenti di ruolo che dovranno prendere servizio in istituti scolastici diversi da quelli a cui successivamente – non si sa quando- verranno assegnati, precari senza certezze, scuole che aprono le porte senza essere in grado di garantire un regolare funzionamento.

Noi vogliamo però sottolineare un aspetto particolarmente grave, che non chiama in causa i tagli  della Gelmini né la scarsa disponibilità di risorse o le politiche scolastiche di disimpegno della scuola statale, ma che è interamente addebitabile alla gestione dell’USP di Firenze: il difetto di trasparenza e, più in generale, di comunicazione.

Non è accettabile che uffici pubblici, che presiedono al funzionamento di tutte le scuole statali della Provincia, restino chiusi al pubblico per ben 45 giorni, giorni poi di fondamentale  importanza per le operazioni di mobilità annuale e per l’assegnazione dei lavoratori- di ruolo o precari ai rispettivi istituti.

Non è accettabile che dopo che nel suddetto annuncio si è invitata l’utenza “a servirsi preferibilmente del sito dell’ufficio per acquisire notizie di interesse generale e della posta elettronica per istanze particolari”, si è poi tenuto il sito scarsamente e parzialmente aggiornato, e non si è nemmeno risposto alle mail inviate all’indirizzo di posta fornito.

Il 5 agosto è comparso sul sito l’annuncio che il calendario per le convocazioni per il conferimento degli incarichi a tempo determinato “probabilmente” sarebbe stato pubblicato il 26 agosto: giorno in cui non è comparso alcun annuncio, neppure per comunicare un cambio di data…

Risulta infine che il 30 agosto sia stata fornita ai sindacati firmatari una tempistica approssimativa, della quale sul sito non c’è traccia…

Tutto questo, al di là delle intenzioni, si configura come comportamento improntato alla mancanza di riguardo verso i lavoratori, docenti e ATA, che hanno pieno diritto al rispetto della propria dignità di cittadini della nostra “Repubblica democratica”, “fondata sul lavoro”.

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