Simple Minds

“Summer’s gone winter’s in your eyes, I can feel the thunder storms inside”! Cominciava esattamente così See The Lights, uno dei più grandi successi dei Simple Minds. La band scozzese, una delle più rappresentative degli anni Ottanta e Novanta, non ha mai smesso di stupire, e soddisferà ancora una volta il piacere degli appassionati italiani in un concerto, il prossimo 25 febbraio. L’Alcatraz di Milano è la sede scelta dal gruppo per poter ripercorrere oltre trent’anni di carriera, nei quali ha venduto circa una quarantina di milioni di album. I biglietti sono già disponibili alla modica cifra di € 46 comprensivi di prevendita.

Ripercorriamo la loro storia: I Simple Minds, fondati su iniziativa del chitarrista Charlie Burchill e del cantante Jim Cherr a Glasgow (a loro si uniranno Derek Forbes al basso, Mick MacNeil alle tastiere e Brian McGee alla batteria) nel 1977, dopo l’album d’esordio Life in a Day del 1979, vedono la propria svolta con New Gold Dream. Prodotto da Peter Walsh, il disco verrà considerato una delle migliori espressioni del new wave. Pezzi come la stessa New Gold Dream e Someone, Somewhere (in Summertime) porteranno il gruppo alla ribalta della scena internazionale e i Simple Minds ad essere spesso paragonati agli U2, in particolar modo dopo Sparkle in The Rain, album del 1984.

Nella primavera del 1985 pubblicano il singolo Don’t You (Forget about Me), successivamente Once Upon a Time che, nonostante l’addio di Forbes, giunge in testa alle classifiche di vendita: Alive and Kicking resta, infatti, uno dei brani di maggior successo degli anni Ottanta. I Simple Minds, ormai proiettati ai migliori palcoscenici, perdono l’apporto del tastierista MacNeil. Dopo Real Life del 1991, contenente successi come Let There Be Love e See The Lights, i componenti del gruppo decidono di rimpiazzare il suono delle tastiere con le note delle chitarre di Burchill. Ma la differenza si sente e si rispecchierà in God News from The Next World, anche se i singoli She’s a River ed Hypnotized riusciranno ugualmente a scalare le classifiche di mezza Europa. Da qui il declino, con il vuoto compositivo di Kerr ed il cambio dell’etichetta Virgin Records.

Nel 1998 il gruppo pubblica l’album Neapolis, anticipato dal singolo Glitterball, che non riscuoterà un grande successo. La rinascita avverrà con una serie di cover e l’album Black&White 050505 del 2005, che vedrà un certo gradimento con il singolo Home.

Nel maggio 2009, spazio a Graffiti Soul; nell’ottobre 2012, l’annuncio di un Greatest Hits Tour di 30 date con partenza da Dublino e termine ad Ipswich. La ripresa dei concerti è a Londra, nel settembre 2013 con termine febbraio 2014, in cui i Simple Minds celebreranno i 35 anni di carriera sulla base del loro ultimo e triplo cd Celebrate, rispolverando i successi storici e portando i propri fan alla scoperta di due inediti, così spiegati dallo stesso leader della band: “Broken Glass Park è un posto di Glasgow dove da ragazzini andavamo ad ascoltare musica e a sognare di calcio e donne. Blood Diamod, invece, è una canzone d’amore che spiega come a volte sia quasi impossibile riuscire a rompere un legame”. Per tutti i fan italiani che vogliano rivivere il carisma di Kerr e le atmosfere dark dei suoi live, l’appuntamento è a Milano, in attesa del nuovo album la cui uscita è prevista per la prossima primavera.

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