Il racconto è la narrazione di un evento, il romanzo riesce a comunicare una visione del mondo. Ho pensato che possono quindi esistere dei romanzi brevi, anzi brevissimi capaci di comunicare una diversa visione del mondo e della vita. Dei romanzi che, in forma di gioco, ho chiamato Romanzi Bonsai

Dal pittore Romanino agli extraterrestriCapita che qualcuno e, perfino un amico, mi riveli nuove eccezionali informazioni su entità misteriose che controllano ogni attività sulla terra. Io, mentre mi parlano di misteri extraplanetari, pur divertendomi ad ascoltare le infinite variazioni sul tema, avverto nel mio interlocutore un vago senso di disperazione.
Proprio ieri, terminato di illustrare a un pubblico di appassionati una pala d’altare del Romanino, restaurata dalla Pinacoteca di Montichiari, mi ha avvicinato un uomo dall’aspetto gradevole e, dopo avermi ringraziato per le mie rivelazioni sul dipinto de L’ultima cena, mi ha assicurato che Gesù Cristo non solo era un essere umano, passibile quindi di mortalità, ma che in realtà non era Lui ad essere morto sulla croce, ma un discepolo che si era sostituito a lui.
“Per questo Giuda ha detto alle guardie che Gesù sarebbe stato quello che lui avrebbe baciato e, grazie all’oscurità, tutto è andato liscio”, Mi dice con gli occhi lucidi di commozione.
“E Gesù dov’è finito?”, chiedo con reale curiosità.
“Gesù Cristo si è nascosto nel deserto, dove un’astronave lo ha prelevato e da allora è in ostaggio degli extraterrestri, è vivo e non ha bisogno di nutrirsi perché vive nell’antigalassia, e lì il corpo appena entri si trasforma in puro spirito”.
“Fantastico”, mormoro, e nel mio petto dilaga una senso di ammirata compassione per una simile credulità, tendente a giustificare tutte le meravigliose versioni relative a Gesù Cristo e a un suo quasi sempre improbabile, nuovo destino. E avverto, come sempre in chi mi parla, l’acre e impercettibile sapore della disperazione.
Poi l’uomo, mi guida fino alla sala dove è previsto un ricevimento e, tra una tartina e un bicchier di vino, dilaga a dimostrarmi con certezza che gli extraterrestri non tengono in ostaggio solo Gesù, ma anche Socrate, Platone, Aristotele e tutti i più importanti pensatori e artisti apparsi sul pianeta terra e, quando a ognuno sarà data la possibilità di vivere serenamente allora gli extraterrestri restituiranno l’immenso patrimonio umano che hanno conservato e la terra ritroverà il proprio nome originario di Paradiso Terrestre.
“Ma restituiranno anche Dostojewski?”
“Certo”, risponde l’uomo, dondolando su se stesso.”E restituiranno pure te” aggiunge strizzandomi l’occhio.
Nel salutarlo lo bacio, come facevo con Lorenzo quando, all’età di tre anni, mi indicava il suo inseparabile gattino invisibile che dormiva sulla sua spalla.

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