Lo stile e le opere di un artista attirano la mia attenzione… e si dice che se i tuoi occhi e la tua mente per pochi attimi si fermano a guardare un’opera… vuol dire che in quell’opera c’è grande passione artistica.

Pino Manzella: Il filo rosso della vita

Pino Manzella è un artista di Cinisi, Palermo che con immenso orgoglio ci parla di lui e del suo primo passato artistico: “Da ragazzo andavo a vedere tutte le mostre che facevano a Palermo. Mi piaceva viaggiare e disegnare. Così ho studiato Lingue Straniere, per avere una scusa per poter partire, mentre nel disegno mi esercitavo da solo, una passione tutta privata. Ma c’era il ’68 e disegnare per me non era solo disegnare; cercavo di raccontare un luogo, per quel poco che ci capivo, e quei disegni erano il mio modo di vedere, l’interpretazione della mia realtà . Quello che vedevo non mi piaceva e quindi il mio era uno sguardo critico, ci mettevo dentro la mia volontà di cambiamento. «Il faut changer le monde!»

Ma forse, a pensarci bene, sto attribuendo a quei primi disegni idee e significati che allora non avevano o, probabilmente, non ne avevo la piena consapevolezza. La ribellione era nell’aria e noi la respiravamo a pieni polmoni. Facevo parte di quel gruppetto di marziani, riunito attorno a Peppino Impastato e disegnavo manifesti, vignette, copertine per giornaletti ciclostilati, le pareti del Circolo Musica e Cultura, i manifesti dei film che davamo al Circolo, insomma qualsiasi cosa avesse a che fare con il disegno. Di tutte queste cose mi rimane ben poco, non conservavo niente: eravamo ad un passo dalla rivoluzione… Il disegno era la mia militanza politica.” Poi la laurea in lingue e il mestiere da insegnante, una sua grande passione, mi dice che: “se non insegni con passione, meglio cambiare mestiere” quindi l’arte resta per lui solo un esperienza personale… saranno poi gli amici a far esplodere pubblicamente la sua vena artistica, così organizzò la prima mostra con la presentazione di Stefano Venuti, il pittore comunista del film “I Cento passi”.

Manzella è un artista che adora la tecnica della china acquerellata su carta antica, uno stile diverso, che incuriosisce, abbracciando chi inconsapevolmente vive l’attimo di coesione, quella forza di attrazione che magnetizza il fruitore all’opera.

Pino Manzella: Il filo rosso della vita

Una delle opere in cui l’artista si rappresenta è il murale fatto recentemente a Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, ci dice che si può dire la sintesi delle sue ricerche, della sua memoria, della sua vita.
Si chiama il filo rosso della vita, nel murale è disegnata Fanny Vitale in alto a sinistra, Guido Orlando, fotografo in basso a sinistra, poi Peppino Impastato, a seguire la madre Felicia, Vito Lo Duca, poi Agostino Vitale.
Tutti morti e tutti legati dal filo rosso della memoria perchè non li dimenticheremo mai..

Pino Manzella: Il filo rosso della vita

La sua prossima mostra avverrà a Castellamare del Golfo dal 5 al 7 settembre, nell’ambito del Festival della Letteratura, perché ci dice che la letteratura è un’altra sua passione.

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