Parthenopei è un viaggio alla ricerca della napoletanità raccontata attraverso le vite dei più celebri artisti Partenopei. Intervista a Salvatore Zanni, attore-operaio diventato scrittore.

parthenopeiSeduta al tavolo di una caffetteria aspetto con curiosità il mio ospite. Scruto le persone per cercare di riconoscerlo, in fondo ho letto il libro ”Parthenopei”, ma di lui solo una vaga idea.

Scritto in maniera semplice come semplice è il suo passo, lo vedo avvicinarsi, porta con sé una copia della sua opera prima. Capo chino, abbigliamento casual, sembra l’amico di sempre un po’ sornione, allunga la mano dicendomi: “Buongiorno, sono Salvatore Zanni”.

Classe 1977, napoletano, alle spalle una carriera da attore che vanta collaborazioni con Vincenzo Salemme, Lello Arena, regista, autore di commedie come “cambiare” del 1999 e “Scacco matto” del 2000, Salvatore Zanni é l’emblema dell’eccellenza napoletana, come lo sono i personaggi che magnificamente sono ritratti nel suo libro, tutti rigorosamente partenopei e amati nel mondo.

Come nasce l’idea di “Parthenopei”?

L’idea nasce in un periodo storico che vedeva protagonista la regione Campania e Napoli per il caos rifiuti, le faide tra i clan camorristici, gli scissionisti e i Di Lauro.  Insomma un periodo in cui l’immagine di Napoli e della Campania era pessima. Con questo non voglio dire che quanto accadesse in parte non fosse reale, e ognuno deve assumersi le responsabilità, ma è anche vero che in questa tela raffigurante il peggio del peggio, c’èra e c’è una parte sana, cioè la Napoli che reagisce e tira avanti. La goccia che fece traboccare il vaso, fu un episodio, o meglio, una frase detta da alcune persone ospiti nello stesso complesso turistico cui ero ospite anch’io, i quali attribuirono, la presenza di sacchi d’immondizia accantonata lungo un muro del villaggio turistico, ai napoletani presenti nel villaggio turistico. Mi sentii ferito profondamente, da lì la decisione di ricercare la verità napoletana, attraverso la storia, il volto, dei grandi personaggi che hanno fatto conoscere la “bella Napoli” al mondo.

Parthenopei”, è un libro che raccoglie le biografie dei più grandi e celebri artisti napoletani, come Peppino De Filippo, il grande e indimenticabile Totò, la magnifica Sofia Loren, Massimo Troisi, e a sorpresa tra i big del cinema, Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra, Enrico  De Nicola, ex presidente della Repubblica. Tra le tante qual è, secondo te la figura più emblematica?

Le figure emblematiche sono mio padre, cui ho dedicato il libro, e, Massimo Troisi. Mio padre perché ha sempre vissuto la sua napoletanità con semplicità e onestà, e poi mi piace ricordare una sua frase “ Tutte le strade portano a Roma ma… sicuramente partono da Napoli”.

Massimo Troisi, perché lui è semplice. Lo ricordo in un’intervista di Isabella Rossellini, la quale gli chiese il perché del suo esprimersi in dialetto. Troisi le rispose che era l’unica lingua che sapesse parlare. La semplicità era ciò che caratterizzava Troisi uomo e drammaturgo.

Un viaggio attraverso le radici di Napoli partenopea, per comprendere se essa è solo “Monnezza” o è anche positività. Quali i frutti di questa tua ricerca?

Sicuramente la verità, cioè il nostro territorio fa molto gossip nel bene e nel male. Ho girato tutta l’Italia lavorando come attore, e posso dire che le grandi città hanno tutte gli stessi problemi, delinquenza, microcriminalità, con l’unica differenza che Napoli fa molto rumore. D’altro canto, c’è anche un’altra verità, che il territorio campano è fatto di tanta gente onesta e semplice, e che essere campano, non vuol dire essere camorrista o incivile.

Che cosa consiglieresti ai giovani scrittori che desiderano intraprendere questa strada?

Credere in se stessi, proseguire nel loro intento, senza ambire a successo e denaro, perché il denaro e il successo non portano a niente, non a caso, oggi, sono un operaio, un turnista, il massimo della semplicità. Ciò che conta in uomo è il sentimento, l’amore e la genuinità.

Nel futuro di Salvatore Zanni cosa c’è scritto?

Dal prossimo ottobre, “Parthenopei” sarà presentato in alcune scuole campane, per insegnare ai giovani la nostra storia in maniera diversa.

© Riproduzione Riservata

Commenti