Piccola analisi della situazione attuale del concetto di famiglia e dei possibili sviluppi futuri.

lotta-di-famigliaNessuna pretesa altisonante, e nessun tentativo di azzardare risposte saccenti e altezzose, su un argomento così delicato come la famiglia, sempre in straordinaria evoluzione, ma una semplice riflessione su quello che è lo stato delle cose, e sui cambiamenti che si sono verificati negli ultimi anni, per provare a leggere le trasformazioni che ancora ci aspettano.

Un rapido sguardo della situazione me ne dà un quadro sommario. Il sociale è la nostra rappresentazione del mondo esterno, e la famiglia ne è l’espressione più prossima. Poiché buona parte dei nostri comportamenti, se non la totalità, è chiaramente influenzata dal sociale, dalle convinzioni e dalle abitudini che ci vengono trasmesse, la famiglia finisce per essere la fonte primaria dalla quale nascono le nostre idee, i nostri convincimenti e le azioni conseguenti. Appare chiaro che è fondamentale seguirne gli sviluppi e tracciare con attenta analisi la direzione che sta prendendo il modello di famiglia. Tenendo presente le realtà dalle quali il modello arriva, dagli archetipi che lo hanno strutturato e dall’ampio spettro di nuove visioni che esso può generare; gettando anche uno sguardo alle nuove forme relazionali e comunicative, create dal digitale e dalla tecnologia, la prima considerazione che mi viene è proprio sulla impossibilità pratica dell’esistenza di un modello standard.

Gli sviluppi della scienza ad esempio, a partire dalla possibilità di scegliere il modo e il momento in cui procreare, per finire ai progetti robotici che riguardano forme di assistenza intelligenti e sensitive, oltre a rappresentare il cammino straordinario della nostra intelligenza e della nostra tecnologia, apre scenari addirittura inquietanti, su quello che potrebbe essere il sociale, e la famiglia, sua cellula primaria, in futuro, È questa una sfera di grandi trasformazioni, ed è legata ovviamente alle trasformazioni del mondo occidentale, sempre più globale, ma allo stesso tempo sempre meno legato ai ritmi e alla vita della natura, e sempre più fecondo di particelle isolate.
Una volta appariva chiaro, pur con innumerevoli e sostanziali differenze geografiche e culturali, chi ne era il capo; il ruolo che ognuno in essa doveva sostenere, ma soprattutto il ruolo stesso ed il senso che l’istituzione famiglia rappresentava. Oggi appare tutto scompaginato. L’aumento delle famiglie allargate per via dei divorzi, dei separati in casa, delle famiglie mononucleari, e la presenza di famiglie di fatto, raccontano di problematiche su cui anche i legislatori devono indirizzare un occhio particolarmente attento e sensibile ai mutamenti.

Sono secoli che questa struttura sociale viene indagata dal punto di vista sociologico e antropologico, noi stessi per prima e i politici e i tuttologi siamo pronti a riempirci la bocca di tutte le idee che ne sono venute fuori, le quali però sono continuamente da verificare e da analizzare attraverso importanti indagini sul campo, per avere una visione chiara e non incorrere nell’errore, che spesso si commette quando si inizia a riflettere sulle cose umane, cioè andare a caccia di conferme per alcune teorie precostituite, senza un vero studio sul mondo “reale”, al di là della imperfettibilità, che contiene questa espressione.

La riteniamo come struttura, per esempio, alla base della trasmissione della vita e di tutti i valori fondanti per l’uomo, ma siamo certi che ne abbia l’esclusiva? Io almeno mi interrogo sul perché nonostante queste premesse quasi costituzionali, i ritmi della nostra vita, non ci permettono di vivere realmente del tempo insieme ai nostri figli, e non ci impediscano di abbandonare gli anziani in qualche ospizio. Un sondaggio di Panorama di qualche tempo fa ci parlava di una percentuale elevatissima di italiani che crede nella famiglia. Malgrado ciò mariti e mogli si tradiscono allegramente, e in questo caso non c’è bisogno nemmeno di sondaggi, perché basta guardarsi in giro. Naturalmente non mi va un catastrofismo alla Friedrich Engels, che sostiene che il matrimonio rappresenti “la prima forma di lotta di classe che appare nella storia in cui il benessere e lo sviluppo di un gruppo sono acquisiti attraverso la miseria e l’oppressione dell’altro”, né mi va di dare per assodato che l’ambito familiare è il primo in cui viene messa in pratica la lotta dei sessi. Ma è innegabile che ci sono delle cose da ripensare.

Scoprire in quale modo esiste ancora la famiglia e soprattutto in quale maniera essa ha piena coscienza di sé, è un esigenza che va soddisfatta spogliandosi di ogni pregiudizio e affrontando la cosa con lo spirito e l’autenticità di un bambino. Ciò che accadrà nei mutamenti dell’idea di famiglia non ci è ancora dato di sapere, se non sforzando notevolmente la fantasia, ma l’accettazione delle varie forme di famiglia, diverse e variabili, rappresenta l’unico vero profilo di comprensione che umanamente ci appartiene .

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