Spaccatura tra gli operatori del settore immobiliare. Cancellazione Imu non favorisce la ripresa del mercato. Intervista a Pino Contestabile, presidente provinciale Fiaip Caserta

Imu addio, ma nemmeno per sogno! Il Consiglio dei Ministri guidato da Enrico Letta, ha ieri presentato in conferenza stampa il decreto legge che prevede l’abolizione della tanto chiacchierata e mal sopportata Imu.

Pino Contestabile
Pino Contestabile presidente Fiaip Caserta

Per comprendere quanto inciderà tale manovra sulle nostre tasche, ho intervistato per Blogtaormina, Pino Contestabile, agente immobiliare di lungo corso e presidente Fiaip “Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali” per la provincia di Caserta, da sempre impegnato sul territorio a tutela e difesa della categoria e della professione.

Presidente Contestabile, alcuni autorevoli giornali economici hanno inneggiato al decreto concernente l’abolizione dell’Imu come la panacea di tutti i mali che attanagliano oggi il mercato immobiliare, è proprio cosi?

Quello realizzato dal Consiglio dei Ministri nella giornata di ieri è un autentico capolavoro politico, se non l’ennesima italica furbata, che consente da un lato, a una parte politica di aver mantenuto le promesse fatte nella scorsa campagna elettorale (abolizione Imu), dall’altro quello di rimettere nuovamente, e con ancora più determinazione, le mani nelle tasche degli Italiani, quando tra pochi mesi entrerà in vigore la “Service Tax”.

Sui titoli cui lei fa riferimento, ritengo che certe affermazioni scaturiscano dalla mancata percezione delle problematiche reali del settore, le quali sono diverse per territorio e, solo chi vive e si confronta quotidianamente con le penalizzanti difficoltà che ostacolano la ripresa del mercato, può capire quali sono i reali effetti negativi di tali intese.

Sempre secondo quanto emerge dal decreto, dal primo gennaio 2014 nasce la Service Tax, che tocca la Tares e quindi i servizi, non il concetto di proprietà dell’abitazione, come dichiarato da Enrico Letta in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Lei cosa ne pensa?

Anche sotto tale profilo c’è da fare maggiore chiarezza. Ab origine, la Tares, imposta introdotta dal governo Monti, prevedeva l’accorpamento di Tarsu e Tassa servizi. Con l’entrata in vigore della Service Tax lo scenario cambia e le spiego come: la Service tax include la Tari e la Tasi. La prima, copre il costo dei rifiuti (che si paga in base ai metri quadrati), la seconda copre i servizi indivisibili erogati dai comuni, cui oggi ancora ignoriamo quali sono.

Si tratta, a mio dire, di un decreto mascherato, perché da un lato si è simulato la cancellazione dell’Imu, dall’altro, si è introdotta una tassa la cui duplice funzione, pagamento in percentuale tra proprietari e inquilini, rischia di incidere in maniera ancora più pesante sulle tasche degli italiani e a discapito del mercato immobiliare.

Quali sono i rischi sostanziali?

Ritengo, che scaricare anche parzialmente, i costi dell’operazione Imu sugli inquilini è inaccettabile, poiché questa misura, avrà un effetto moltiplicatore sui costi delle abitazioni per quanto attiene agli affitti, con il risultato di aggravare ulteriormente, una situazione già di per se allarmante e con il rischio di aumentare in maniera esponenziale gli sfratti per morosità che lo stesso decreto tenta di arginare.

Presidente, concludendo questa piacevole e interessante conversazione, cosa auspica per il rilancio del settore immobiliare perno fondamentale dell’economia nazionale?

Ci sarebbe molto da fare. Ogni giorno mi confronto con tanti stimati colleghi che operano sull’intero territorio, ed è condivisa l’opinione di un rilancio del comparto nelle sue varie componenti, perché il mercato immobiliare non è solo compravendita di prime case, ma anche di strutture commerciali, industriali, alberghiere. Pensiamo alle locazioni residenziali e turistiche, per troppo tempo snobbate dalla politica, basti pensare alle leggi in materia ferme dal lontano 1998 e 1978 (legge equo canone). Sotto il profilo strutturale, basterebbero pochi provvedimenti quali: cedolare secca estesa ad ogni tipologia d’immobile, imposizioni fiscali diverse per gli immobili adibiti all’esercizio d’impresa, reali agevolazioni di accesso al credito, strumenti insomma atti a favorire la ripresa economica.

Alla luce di quanto le ho esposto, sarò  grato, a chi sarà capace di spiegarmi in maniera concreta, quali vantaggi deriverebbero dalla cancellazione dell’Imu per la ripresa del mercato immobiliare.

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