Il racconto è la narrazione di un evento, il romanzo riesce a comunicare una visione del mondo. Ho pensato che possono quindi esistere dei romanzi brevi, anzi brevissimi capaci di comunicare una diversa visione del mondo e della vita. Dei romanzi che, in forma di gioco, ho chiamato Romanzi Bonsai.

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Durante il viaggio in treno da Milano a Roma sulla Freccia Rossa, un funzionario governativo ha riferito che sono allo studio altri provvedimenti per migliorare le condizioni economiche dello Stato.
“Ci vogliono misure più precise per avere non soltanto il controllo dei cittadini, ma la loro partecipazione alle responsabilità di gestione della comunità sociale”.
Qualcuno ha chiesto cos’altro può accadere, visto che tutto ciò che ci circonda e che accade è sottoposto a una tassa. Qualsiasi oggetto o cibo o manufatto noi compriamo, infatti, da un semplice caffè a un’automobile o un transatlantico, paga una tassa immediata allo Stato del 21 per cento, la cosiddetta IVA. Nome femminile, forse per dare una minima giustificazione maschile a un arbitrio non facilmente giustificabile.
Un passeggero si avvicina con aria di sfida al funzionario.
“Io avevo un’edicola e ho deciso di venderla perché il settanta per cento di quello che guadagnavo lo dovevo versare, in un modo o nell’altro, allo Stato. Ora faccio il giornalaio, ovvero sono impiegato in un’edicola e anche lì lo Stato una bella fetta del mio stipendio la prende, ma per lo meno non vivo l’angoscia dei tremila moduli, ricevute, fatture, commercialista, etc.”.
Il funzionario governativo si accomoda gli occhiali, forse nascondendo un certo imbarazzo.
“Lo Stato ha tante spese…”.
“Sì, risponde il giornalaio, ma perché nessuno sa qual è l’origine del debito pubblico che da cinquanta anni cresce e perseguita questo Paese? In Svezia ogni edicola ha il bilancio dello Stato e tutti lo possono avere gratuitamente”.
Il funzionario si riaccomoda gli occhiali.
“Volevo raccontare che per contribuire a risolvere la crisi si sta sperimentando un piccolo ricettore in grado di contare i respiri di ogni cittadino. Un minuscolo oggetto grazioso come un piercing”.
Si presume che ogni essere umano ogni 24 ore faccia circa 86.400 respiri. All’inizio la tassa prevista è solo di dieci centesimi ogni 150.000 respiri, ovvero un euro e cinquanta ogni mese. Una cifra irrilevante che però, applicata a tutti i cittadini meno i bambini fino a cinque anni e gli anziani che hanno superato i 95 anni di età, fanno entrare nelle casse dell’erario ben 900 milioni di euro.
Naturalmente chi abita nelle grandi città, dove le automobili spargono ogni giorno migliaia di metri cubi di monossido di carbonio, c’è una riduzione sensibile della tassa, quasi il 50 per cento. Mentre nelle deliziose zone montagnose, dove l’aria e l’ossigeno sono in abbondanza, la tassa è giustamente quasi doppia”.
Ora il vagone si è svuotato, il funzionario, senza rendersene conto, ha detto le ultime battute del suo discorso a un vagone deserto. Finalmente.

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