Il tragico dramma che vive la Palestina viene largamente ignorato. Politici e giornalisti italiani sono amici dei governanti israeliani e ne coprono i crimini da decenni.

palestinaConfondono volutamente il sionismo, che è ideologia e pratica fanatica e razzista, con il semitismo, che caratterizza il popolo ebraico nella sua totalità, non solo Israele. La rozza e strumentale equazione antisionismo = antisemitismo, consente di dissimulare gli attuali crimini dei governanti israeliani contro il popolo palestinese. Chiunque osa contrastare la politica del governo israeliano di oggi, viene tacciato di antisemitismo, cioè di odio razziale contro il popolo israeliano ed ebreo, ed equiparato al nazismo hitleriano. In realtà il governo e l’esercito israeliano esercitano un neonazismo quotidiano sul popolo palestinese e sul suo stesso territorio, grazie alla protezione degli USA e della Nato.

Israele è una potenza atomica, testa di ponte dell’imperialismo in Medio Oriente. La Cisgiordania di oggi è un carcere a cielo aperto dove l’esercito israeliano esercita abusi e reati quotidiani ed impuniti. Un esempio ci è offerto da un episodio significativo che si trova su Web: il pianto accorato di un bambino palestinese che invoca il padre – Fadel Jaber – portato via dai militari israeliani, perché voleva raccogliere un po’ d’acqua per la sua famiglia. Acqua che viene preclusa ai palestinesi e dirottata verso le piscine degli insediamenti abusivi dei coloni israeliani. Le manifestazioni pacifiche dei palestinesi sono represse dall’esercito israeliano: gli organizzatori vengono picchiati e incarcerati, perfino i loro figli vengono portati via dai loro letti.

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Gli insediamenti abusivi di coloni israeliani in Cisgiordania crescono di continuo, senza che alcuno vi ponga rimedio. Sono previste altre 5.000 case abusive a Gerusalemme est e in Cisgiordania da barattare con la liberazione di palestinesi incarcerati da Israele. Per incentivare l’occupazione il governo israeliano offre infrastrutture e case a prezzi bassi. Sono decine di miliardi di dollari che il governo israeliano ha investito negli insediamenti abusivi dal 1967 ad oggi.

Risorse che vengono sottratte ai cittadini israeliani che protestano per il carovita, per la politica economica antipopolare, per i costo di acquisto e di affitto delle case. Recentemente un manifestante israeliano si è suicidato. Anche la BCE concede prestiti e finanziamenti per queste operazioni coloniali. I palestinesi hanno bisogno di tutto: cibo, acqua, lavoro, libertà, autonomia dello Stato, soldi. Chiedono anche telecamere per documentare gli abusi quotidiani subiti che i mass- media internazionali ignorano e nascondono. Chi volesse approfondire questa realtà può riferirsi ad alcune fonti dirette e veritiere presenti su web. Ecco due riferimenti: www.forumpalestina.org e fulviogrimaldi.blogspot.it

Fulvio Grimaldi è un coraggioso e impegnato giornalista italiano che ha documentato con video e scritti la realtà drammatica della Palestina e del suo popolo, vissuta sul posto.

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