La vista va protetta dai raggi ultravioletti evitando di esporsi nelle ore centrali della giornata e utilizzando occhiali da sole adeguati

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Si parla spesso di radiazioni solari: i raggi luminosi emessi dal sole sono un insieme di particelle energetiche chiamate fotoni che arrivano sulla terra sotto forma di radiazioni. A seconda della lunghezza d’onda sono classificate in radiazioni visibili (raggi colorati) e radiazioni non visibili a loro volta divise in raggi infrarossi (IR) e raggi ultravioletti, questi ultimi più ricchi di energia e più pericolosi per l’uomo. I raggi ultravioletti più conosciuti sono gli UVA, responsabili dell’invecchiamento cutaneo e della formazione di  tumori della pelle (melanomi) e quelli B (UVB) che provocano l’abbronzatura ma possono essere causa di arrossamento della pelle (eritema).  Tra le radiazioni visibili la componente viola-blu, molto prossima all’ultravioletto è sufficiente a creare danni alla retina.  Pertanto d’estate non basta proteggere la pelle dai raggi solari, anche gli occhi andrebbero messi al riparo dai raggi UV nocivi, che sono responsabili di diverse patologie oculari. L’occhio infatti è particolarment esposto allo stress causato dalla luce. Se è vero che la luce è indispensabile per la funzione visiva è anche vero che diventa necessario difendersi dall’esposizione prolungata. La luce infatti ha dimostrato un coinvolgimento nella induzione o nella progressione del danno alla retina in molte patologie oculari.  Uno degli effetti più comuni e facilmente riscontrabile è la cosiddetta fotocheratite, una sorta di scottatura dell’occhio. Ma l’esposizione scorretta ai raggi solari può essere causa di cataratta, un disturbo che riduce drasticamente la vista e richiede l’intervento chirurgico. Altro rischio è quello di influire in negativo su una situazione preesistente di  degenerazione maculare legata all’età, accelerandone la progressione. Infine, possono apparire lesioni come la cosiddetta pinguecula (o pinguecola), un processo degenerativo che si mostra come una formazione un po’ rialzata che colpisce la sclera oculare (la parte bianca dell’occhio) in prossimità dell’angolo della cornea. Un crescita anomala della congiuntiva sulla cornea, poi, è detta pterigio (da noi in Sicilia comunemente viene chiamata  “polipo”)  e anche questa lesione può essere causata da un’errata esposizione ai raggi UV e deve essere trattata chirurgicamente.

La vista va protetta dai raggi ultravioletti evitando di esporsi nelle ore centrali della giornata e utilizzando occhiali da sole adeguati.

Solo il 60% degli italiani utilizza gli occhiali da sole, e di questi il 30% non li indossa quasi mai o mai, il 18% raramente e solo il 52 % li ritiene “indispensabili”. L’utilizzo degli occhiali da sole è concentrato nelle fasce dai 25 ai 54 anni. Bambini e anziani sono, invece, le categorie più a rischio: solo l’11% dei giovanissimi e il 10% degli over 55 portano lenti da sole. Sono questi i dati allarmanti diffusi da Commissione Difesa Vista.  Gli occhiali da sole  non devono essere assolutamente un vezzo, ma un vero e proprio strumento protettivo contro i danni agli occhi tanto è che la normativa europea (Direttiva 89/686/Cee), così come quella italiana (D.Lgs. n. 475/92), li definiscono DPI ovvero “dispositivi di protezione individuale”, in quanto servono per salvaguardare chi li indossa da rischi per la salute e la sicurezza, in particolare dall’azione lesiva dei raggi solari

In base alla normativa europea, gli occhiali devono essere progettati per assicurare una protezione adeguata dai raggi solari, limitando il meno possibile il campo visivo di chi li indossa. Sono tre i requisiti essenziali di sicurezza degli occhiali da sole: innocuità (non devono provocare rischi o altri disturbi nel loro normale utilizzo), comfort ed efficacia (devono essere il più possibile leggeri, solidi e comodi da indossare), protezione contro le radiazioni (le lenti non devono deteriorarsi o perdere le loro proprietà).  La prima cosa da controllare per verificare se gli occhiali sono conformi ai requisiti tecnici essenziali di sicurezza previsti dalla legge, è che siano muniti della marcatura CE che deve avere una dimensione minima di 5 millimetri ed essere apposta (sulle aste o comunque sulla confezione) in maniera visibile, leggibile, indelebile ed inconfondibile.  In secondo luogo, gli occhiali da sole a norma devono essere accompagnati dalla garanzia e dalla nota informativa del fabbricante, ovvero da un foglietto illustrativo scritto in lingua italiana e contenente tutte le informazioni relative a: produzione, verifiche tecniche di protezione, categoria e tipo di filtro solare, nonché le istruzioni per la pulizia e la manutenzione.  .

Oltre ai classici occhiali da sole esistono speciali lenti a contatto che proteggono proprio dai raggi UV: è quanto riporta lo studio pubblicato su Investigative Ophthalmology & Visual Science dai ricercatori dell`Ohio State University of Optometry guidati da Heather Chandler. Secondo lo studio, la sovraesposizione alle radiazioni UV può portare a cambiamenti nocivi alla cornea, alla congiuntiva e alla cataratta: patologie che si potrebbero prevenire indossando le nuove “lenti da sole”.  Secondo alcune stime entro il 2050 i nuovi casi di cataratta annui passeranno dagli attuali 167 mila agli 830 mila. “Le persone sono generalmente all`oscuro di quanto gli occhi sono a rischio a causa dei danni da raggi UV – spiega Heather Chandler dell`Ohio State University of Optometry -. Gli occhiali da sole e i cappelli, inoltre, non forniscono una protezione sufficiente. Per questo l`unico modo per proteggere davvero gli occhi è utilizzare le lenti a contatto anti-UV“. Gli studiosi hanno esposto due gruppi di conigli alla luce solare ogni giorno per 16 ore – tempistica sufficiente, spiegano i ricercatori, a indurre cambiamenti alla cornea associati ai raggi ultravioletti: dei due, un solo gruppo di conigli indossava le lenti anti-UV. Dallo studio è emerso che i conigli che indossavano le lenti non hanno subito danni a causa dell`esposizione dei raggi: “Non tutte le lenti a contatto offrono protezione dai raggi UV e, tra quelle che lo fanno, non tutte forniscono lo stesso livello di assorbimento – spiega Chandler -. Dello stesso avviso è anche  il dottor Karl Citek professore di optometria presso il Pacific University College of Optometry, e membro della Fondazione dell’American Academy of Ophthalmology (FAAO).

E se abbiamo dei dubbi su quale occhiale scegliere, ecco la soluzione: Commissione Difesa Vista – con il Patrocinio del Ministero della Salute e con la collaborazione di Unipro – ha creato un’applicazione per i telefonini, “Sole Amico”, con l’obiettivo di dare consigli utili per proteggere gli occhi. Basta qualche semplice click e in base al proprio fototipo (colore capelli, occhi e carnagione) e al luogo dove ci si trova consiglia quale filtro usare sia per gli occhiali sia per le creme protettive. Per maggiori informazioni: www.c-d-v.it e pagina Facebook.

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