“Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l’istruzione e l’ambiente”.

Quando Tommaso Padoa Schioppa, disse questa frase che sembrava uscire dalle labbra del maestro Perboni del libro cuore, da tanti fu canzonato e preso in giro, oltre che osteggiato.
La verità è che questo concetto anche dai bambini è inteso come giusto e fondamentale per qualunque forma di condivisione sociale. Specialmente in un paese dove la figura dell’evasore non è considerata come un modello da seguire, e il maltolto recuperato viene ridistribuito alla società nella forma di riduzione della pressione fiscale.

I governi hanno il dovere di ricucire questo strappo culturale che si è creato tra le istituzioni e i cittadini.

Il nostro paese ci sta provando, ma lo sta facendo rettamente? È evidente che lo stato vuole far passare la convinzione di non essere più disposto a tollerare le cifre che l’evasione toglie alla possibile gestione della macchina statale, e che soprattutto sia partita una campagna di intimidazione verso gli evasori con il dispiego di un impegno straordinario e l’utilizzo di mezzi eccezionali dal punto di vista telematico.
Ma la politica di dissuasione, per la tempistica con la quale scattano certe operazioni, sembra avere una regia che va un po’ al di là di un semplice metodo di convincimento e di informazione. I cittadini, più o meno contribuenti, tartassati dal peso fiscale e non vedendo il ricircolo di questi soldi recuperati nel sano circolo ipotizzato da Padoa Schioppa, finiscono solo per diventareanch’essi bersaglio di queste dinamiche, diciamo, di convinzione.

E infatti “eccallà”, per dirla alla Maurizio Costanzo, con una precisione da “coccodrillo” giornalistico, il coccodrillo del fisco ad ogni inizio di stagione turistica fa scattare la cosiddetta maxi operazione nelle località turistiche più rinomate. Come ha detto l’articolo ansa, rimbalzando poi su tutte le radio e le televisioni, ci sono stati maxi controlli a Portocervo , Capri, Portofino, Gallipoli, Santa Margherita Ligure e …. “eccallà”, anche la perla dello Ionio, Taormina.

Eligio Giardina, il sindaco di Taormina tranquillizza tutti, dicendo all’Adnkronos che “sono controlli normali e di routine. Nessuno ha motivo di preoccuparsi e di scoraggiarsi se è nella legalità. Certamente non siamo per proteggere chi non la rispetta. Sono convinto che il 100% dei locali di Taormina rientra perfettamente nei modi di gestione che la legge prevede”.

Nessun allarme quindi, e non è il caso di stupirsi di fronte alla normale attività dell’Agenzia delle Entrate, ma questa precisione, con la quale si verificano le “maxi” operazioni, che chissà poi perché in occasione di Natale o di ferragosto si chiamano così, fa sorgere alcune domande a noi del Blog che ragioniamo sulle opinioni che i puri fatti tendono a creare.

La prima abbastanza naturale è perché d’inverno a Cortina, e d’estate a Taormina, e perché ad ogni inizio di stagione? Forse durante tutto il resto dell’anno gli esercizi commerciali rimangono chiusi, e la gente non pensa a divertirsi e ad andare in discoteca? Non sarebbe il caso di esercitare questi sacrosanti controlli senza scadenze quasi precise che possono anche essere previste dagli evasori presunti o tali?
E Serpico poi, il mega computer in grado di elaborare decine di migliaia di dati, che si aggira tra i nostri conti e che speriamo faccia la spia anche al Grande Fratello, al grande controllore, si aggirerà insieme agli ispettori tra discoteche e locali notturni per controllare gli scontrini fiscali?

Lo stato deve contrastare l’evasione e quando gli aggrada ridistribuire alla società, abbassando il peso fiscale, secondo l’andazzo da favoletta, ripreso da Padoa Schioppa, che ricorda gli assicuratori delle auto, le quali spesso, nonostante si scenda di categoria, non abbassano le polizze.

Però non dovrebbe farlo con la creazione di una coscienza civile e sociale, invece che con delle forme di repressione coatta?
La vecchia educazione civica nelle scuole ha funzionato con la storia degli animali nei circhi, infatti la carovana degli spettacoli circensi ha dovuto abbandonare i numeri con gli animali, per non scomparire, visto che i bambini, istruiti dalle maestre, non erano più affascinati da quel mondo e i genitori non ce li accompagnavano.

Non si potrebbe fare allo stesso modo, creando già nei bambini la figura di un evasore cattivo, che danneggia anche gli altri, in opposizione alla figura del furbo?
È inutile vagheggiare una figura di stato, che coccoli il cittadino lodevole, e faccia spedire gli auguri di Buon anno , da parte dell’ Agenzia delle Entrate, ma è troppo sperare che i metodi di convinzione la smettano di sfiorare la violenza causando in tutti palpitazioni e accelerazioni cardiache?

È troppo da fantascienza credere di poter ristabilire un più equilibrato rapporto tra imposte e reddito?

Tante domande senza risposta, ma noi non abbiamo la potenza di “Serpico“, capace, con l’accumulo di milioni, di dati di creare informazioni. Anche se le informazioni unicamente dagli uomini, in realtà, possono essere strutturate, per poi poter essere utilizzate nelle indagini.

Vedremo cosa accadrà intorno alla vigilia di Natale!

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