«Nel decreto lavoro la maggioranza a chi da soldi per rilanciare l’occupazione? Alla Sicilia per il terremoto del Belice del 1969. Basta!!! Poi 2/3 dei fonti disponibili solo per i disoccupati del Sud. Quelli del Nord per il governo non esistono o non sono degni come quelli del mezzogiorno! C’è ancora chi, nei nostri territori, non sceglie Lega Nord e preferisce votare partito che fanno questo tipo di provvedimenti. È come ammazzarsi da soli …». Queste le parole scritte in un impeto di rabbia in un tweet del vice-capogruppo della Lega Nord alla Camera, Massimiliano Fedriga.

Un’accusa senza mezzi termini, molto severa, ma alquanto anomala, visto che, chi al Sud ci vive, di aiuti non ne ha ricevuti poi così tanti: troppo spesso, infatti, la “questione meridionale” è servita per infarcire dibattiti e campagne elettorali mai trasformatesi in azioni mirate e specifiche per portare alla luce e risolvere i veri problemi (come l’assistenzialismo che nessuno vuole negare).
Ammettere che il terremoto del Belice sia passato inosservato dal 1969, insieme ad altre catastrofi naturali più recenti del tutto ignorate, sembrerebbe un timido passo verso una considerazione maggiore del Mezzogiorno, fin’ora sempre e solo elogiato dai cari “nordisti” per il sole, il mare, le vacanze, ma poco valorizzato e abbandonato a se stesso, costringendo spesso gli abitanti a spostarsi in cerca di fortuna.

Il leghista triestino, forse troppo consapevole di una così grande verità, ha corretto il tiro sia sulla sua pagina Twitter che sul suo wall di Facebook, riducendo la sua “indignazione” in tre lapidarie righe: «Nel decreto lavoro la maggioranza a chi da soldi per rilanciare l’occupazione? Alla Sicilia per il terremoto del Belice del 1968. Basta!!!»

Possibili risposte a questi, forse, “sterili attacchi”? Ogni risposta,può sembrare superflua, vista la superficialità degli attacchi e l’apparente inconsistenza delle motivazioni. Questo sì accorato “sfogo” può annoverarsi come un’altra esternazione nello stile di una Lega scissionista e che vuole prendere le distanze dal resto d’Italia.

Gli attacchi contro tutto ciò che va contro i principi del “popolo padano”, non sono una novità.
Massimiliano Fedriga, infatti, non è un neofita della facile accusa o di indignazioni social in grande stile. Nella sua “onorata carriera” di indignato virtuale, è difficile dimenticare il video caricato sul suo canale YouTube, nel quale accusa l’on. Gigli (Scelta Civica) di «difendere il pluriomicida Kabobo», autore dei tre omicidi a colpi di piccone a Milano, ma ancora più interessante e in uno slancio “patriottico”, é l’intervento contro la decisione del presidente della Camera, Laura Boldrini, di oscurare il programma Miss Italia, alla quale ribatte con: «Siamo d’accordo con la presidente della Camera Laura Boldrini che plaude alla decisione della Rai di non mandare in onda Miss Italia in quanto, a suo dire, si tratta di un concorso in cui le ragazze sono mute, svestite e con un numero addosso. Per gli stessi motivi suggeriamo di oscurare anche tutti quei ragazzi che in tv, spesso la domenica pomeriggio, corrono dietro ad un pallone in mutande, in silenzio e con un numero sulla schiena».

Insomma, la scure del triestino leghista non risparmia nessuno e i social networks sembrano essere il suo canale preferito. Si attendono con ansia le materie e i bersagli del suo prossimo attacco!

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