Addio al fax nella pubblica amministrazione: le comunicazioni avverranno solo via email. Lo prevede un emendamento di Lega e Pd al decreto Fare approvato nella notte dal Senato


La Pubblica Amministrazione dice addio al fax. Dopo il blitz fallito alla Camera, è invece passato in Senato l’emendamento di Lega e Pd al decreto Fare che prevede l’uso esclusivo della posta elettronica. Come si legge nel testo, le comunicazioni all’interno della P.A. dovranno avvenire per via telematica “ferma restando l’esclusione dell’invio a mezzo fax”.
Con il provvedimento si chiude un’epoca: da oggi, nessun ufficio pubblico potrà più chiedere il classico e tanto odiato “fax di conferma”. Ciò fa piazza pulita delle tante e contraddittorie interpretazioni sulla validità dei facsimile. Il Tar della Puglia, qualche anno fa, aveva di fatto ritenuto il fax uno strumento “idoneo” e giuridicamente valido per le comunicazioni tra pubbliche amministrazioni. Ora, forse, l’Italia recupererà gli anni di ritardo in questo settore.

Il merito di questa modifica appartiene al senatore democratico Francesco Russo, dopo una prima parziale bocciatura a Montecitorio per un emendamento analogo presentato dal deputato Pd Paolo Coppola e rimbalzato dal sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti.

E pensare che il codice della amministrazione digitale già dal 2005 prevede che la trasmissione dei documenti all’interno della Pa avvenga via mail. Mentre il precedente governo Monti nel 2012 aveva previsto un emendamento che stabiliva come “l’inosservanza comportasse responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare, nonché eventuale responsabilità per danno erariale”.

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