Il patriota incompreso, con la paura di finire come Craxi

Caro Silvio, sono anni che mi chiedo questa cosa, ma chi glielo ha fatto fare?

Le do del lei, per un motivo molto semplice, che mi ha suggerito un individuo tempo fa. In realtà non è una forma di rispetto assoluta, anche perché sovente diamo del lei a chi di rispetto non ne meriterebbe affatto. Si tratta solo di frapporre lo spazio di identità che ciascuno ha il dovere di conservare per il suo essere, affinché serva come area vitale di movimento e di respiro. Un po’ come il cubo che inseriva Francis Bacon intorno ai suoi personaggi per delimitarne l’essenza fisica e metafisica. È la maniera preventiva per garantirsi quel rispetto di sé, che apparentemente si dona agli altri. Proprio questo fa lievitare l’importanza del dire: mi dia del tu. Segno incontrovertibile del fatto che si sono slacciate le braccia conserte, e si ha intenzione di calare le barriere.

Lei non mi appartiene più. Sì devo confessarlo, per un po’, tanti anni fa, avevo anche io creduto che fosse rinato un patriota. Uno che credesse nel significato dei colori della bandiera. E poi immediatamente mi rendo conto che questa idea non esiste più. Non può esistere più. Perché oggi l’idea di patria e di confine è mutata. Come è cambiata l’idea stessa di umanità e di ricchezza economica. Non può esistere l’aprioristica idea di difesa del campanile. Eppure continuiamo a dividere il mondo in buoni e cattivi, e a comprare aerei da guerra. Bah, forse sono cambiato io, al contrario di lei che è sempre lo stesso, a giudicare anche dalla puntigliosa, quanto inutile cura a cui sottopone la sua maschera. Che a mio avviso somiglia sempre più tristemente alla maschera di Michael Jackson.

Lei non andrà mai in galera, e questo lo sa bene. E la cosa mi dispiacerebbe pure, per il semplice fatto che privare un uomo della libertà è un gravissimo furto. Il furto della vita; ed è il peggiore dei peccati. E sono anche solidale con l’idea di libertà, con la quale ha voluto rivestire il suo impegno politico, ma non riesco a comprendere perché c’è stato il tempo per realizzare tutte quelle leggi, di cui oggi c’è un riassunto sul web, che quelli di sinistra dicono “ad personam”, così fanno anche capire che sono loro che detengono la cultura, e non c’è mai stato il tempo per concretizzare tutte le altre leggi, che avrebbero potuto dare speranze produttive ad un paese, oggi in agonia. Certo sono stati sempre quelli della sinistra a impedirlo, lei mi dirà. Ma chi ha costruito questo sistema elettorale che impedisce realmente l’azione del governo insieme alla sinistra? Non ha ragione quel Grillo nel dire che vi siete insieme divorati l’idea di democrazia? O, molto più facile, non è probabile, che anche lei si sia invischiato nel pantano dell’immobilismo politico, alla fin che la barca va?

Ho anche da dirle poi che, quando una persona viene attaccata sul lato personale, ha tutta la mia stima e la mia solidarietà. Ma a lei dello stile politico americano sono piaciuti solo il lato spettacolare e quello televisivo?
Della cosiddetta moralità, forse anche troppo puritana, che mandò a casa Clinton, per un peccatuccio a tutti noto, non ne ha mai sentito parlare?

Al di là dei tempi cambiati, una figura istituzionale, è un simbolo. È qualcosa che rappresenta, e quindi deve essere linda e impeccabile, anche a costo di sacrifici, e rimanere ciò che può essere definita una figura da seguire, non una figura di merda. In sintesi fare rappresentanza, non rappresentazioni.

Di italiani che non vanno più d’accordo con la moglie certo ce ne sono tanti, e forse anche tanti che vengono traditi e le tradiscono, negando fino alla morte. Riesco a immaginare anche che diversi stiano di continuo ad organizzare festini per stare in compagnia di amici, con banchetti e diversivi, diciamo, erotici. Ma quelle macchiette teatrali di uomini e quelle donnine, di cui si è circondato, chi e cosa dovevano rappresentare?

E lei stesso, con tutti i soldi che magari onestamente si è guadagnato, una maniera più discreta e più riservata di dare sfogo ai propri giusti istinti non la poteva trovare?

Comunque agli uomini, specialmente italiani, è perdonato tutto, ma, come dice il nostro poeta napoletano, “ncoppa ‘e sorde ‘a gente nun guarda ‘nfaccia a nisciuno”. No, non Mariano Apicella, con tutto il rispetto Pino Daniele è tutta n’ata storia. Sa, del resto, quelli della sinistra, e i magistrati, che a suo dire sono la stessa cosa, è proprio questo che non sopportano, che lei abbia utilizzato a volte i soldi degli italiani, abbia approfittato del suo potere e abbia anche, cosa alquanto riprovevole, indotto alla prostituzione delle minori. I “comunisti”, come lei ama dire, fanno finta anche qui di non sapere nulla di tutto questo, cioè di come spariscono i soldi degli italiani, e di come mai le strade sono battute da un sacco di minorenni dedite alla prostituzione. Ma non mi va di divagare.

La nostra giustizia, che di solito è più lenta di un elefante e una tartaruga messi insieme, nel suo caso è diventata, guarda che fortuna, veloce come la luce. Qualunque sia la decisione definitiva che prenderà, stia comunque tranquillo, le sue prigioni in carcere non le scriverà mai. Dovrebbe averglielo detto il suo amico Belpietro, e anche la sua nutrita schiera di avvocati, che gli ultrasettantenni, semmai, vanno in prigione a casa.

Lei non farà mai la fine di Bettino Craxi e sono il primo ad augurarmelo, anche se un sacco di italiani hanno il grande desiderio di andare in esilio come lui. Io sa cosa faccio, mettendo insieme un po’ della mia creatività e del mio artigianato, da umile artista, dono una vignetta a Blogtaormina, per farle realizzare il sogno di vedersi in prigione da innocente, sempre come lei dice, con un altro grande patriota amante della libertà.

Insieme all’augurio che abbia sempre il meglio per lei dalla vita, e gli italiani il meglio per loro ovviamente, rimane l’insondabile domanda. Ma perché, invece di pensare alla serena vita del nonno e alla presidenza del Milan, cosa entrambe impegnative e ricche di emozioni, si è voluto incaponire a salvare gli italiani?
Se la storia non mi inganna, quando ce la fanno, quasi sempre, lo fanno da soli.

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