Secondo il viceministro all’Economia “c’è una stretta relazione tra la pressione fiscale e l’evasione”. Proprio ieri il premier Letta aveva detto che “le tasse sono alte perché non tutti le pagano”


Stefano Fassina, viceministro all’Economia, riconosce che esiste “un’evasione di sopravvivenza”. Intervenuto ad un convegno di Confcommercio, nel giorno in cui sono stati diffusi i nuovi dati sul peso delle tasse, arrivato al 54% del Pil in Italia, l’esponente del Pd ha spiegato che “c’è una relazione stretta tra la pressione fiscale, la spesa e l’evasione”. E pensare che proprio il premier Letta aveva dichiarato guerra ai furbetti del Fisco. Fassina puntualizza: “Senza voler strizzare l’occhio a nessuno, senza ambiguità nel contrastare l’evasione ci sono ragioni profonde e strutturali che spingono molti soggetti a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno”. E ancora, chiarisce che ”non è una questione di carattere prevalentemente morale”, semplicemente “la pressione fiscale è insostenibile”.

Poi Fassina ha parlato dell’ imposta sulla prima casa, sottolineando che è possibile “eliminare l’Imu sull’85% delle famiglie con 2 miliardi, mantenendola sul 15% di immobili di lusso”. Ammette che le risorse sono limitate, “ma altri 2 miliardi si potrebbero usare per evitare l’aumento Iva, ridurre le tasse sui redditi più bassi o rifinanziare la Cassa integrazione in deroga”.

L’uscita di Fassina, però, ha creato imbarazzo nelle fila del Pd. “Se qui si pagano troppe tasse, se mancano le risorse per fare investimenti e sostenere l’occupazione bisogna ricordare che la colpa è anche, per larga parte, di decenni di assuefazione a nero e sommerso che hanno prodotto danni incalcolabili a cittadini, imprenditori onesti e all’intero paese”, avverte Matteo Colaninno. Insomma, la lealtà fiscale viene quindi prima di tutto: “E’ una battaglia di giustizia e civiltà ma è anche la premessa di un nuovo rapporto leale e simmetrico tra lo Stato, i suoi contribuenti e le imprese” dice il responsabile economico dei Democratici. Dal canto suo, Renato Brunetta dice che “con Fassina ho vaste ragioni di dissenso, e ci ho polemizzato poco fa sull’Imu. Ma talvolta si lascia trascinare dall’istinto di verità e stupisce piacevolmente”. Secondo il presidente dei deputati Pdl, infatti, quando Fassina “sostiene che questa spaventosa pressione fiscale induce gli onesti a evadere per sopravvivere, mi pare di sentire quel Berlusconi che i compagni del suo partito azzannavano come complice degli evasori”. In sintesi, Brunetta gli dà un ironico “benvenuto nel Popolo della libertà” e aggiunge: “Ora mi auguro che Fassina perseveri”.

Fonte: fanpage

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