Il Pd del Comune di Bologna, violando l’esito del referendum popolare al riguardo, ha deciso di mantenere il finanziamento alle scuole private d’infanzia. “Vergogna” è il commento dei comitati che hanno promosso e vinto il referendum del 26 maggio 2013

Sel ed M5S hanno proposto di dimezzare i fondi del Comune di Bologna destinati alle scuole private (cattoliche). Il Pd ha invece deciso di mantenere intatti i finanziamenti, in pieno contrasto con l’art.33 della Costituzione e con la volontà referendaria dei cittadini.

Si tratta di una somma di un milione di euro/anno destinata alle scuole private dell’infanzia. Alla lettura dell’ordine del giorno presentato dal Pd, una trentina di attivisti del comitato promotore della consultazione, Articolo 33, hanno risposto con un coro di “vergogna, vergogna”. “Così – spiegano – è come se il referendum non ci fosse mai stato. Come se 86.577 bolognesi non fossero mai andati a votare, come se in 50.517 non avessero mai chiesto di dare la priorità alla scuola pubblica, in un momento di tale crisi economica”.

E durissima è anche la reazione dei colleghi di maggioranza di Sel, che accusano: “Il Pd abbandona il suo popolo. Media con tutti e su tutto, dal salvataggio di Alfano alla riduzione delle tutele dell’articolo 18, ma non con il suo popolo che si è espresso attraverso il referendum”. “ In realtà il Pd ha tradito e abbandonato da tempo, non il suo popolo, ma tutto il popolo italiano, i lavoratori, la Costituzione. Fa lo stesso ogni partito che si allea con il Pd, sia sulle grandi questioni che su i problemi quotidiani.

“I cittadini non ci hanno chiesto di controllare l’andamento delle convenzioni, come vuole il Pd, ma ci hanno chiesto di destinare tutte le risorse disponibili alla scuola pubblica”: la proposta di Sel e M5S è di mediazione. “Operare una riduzione progressiva del contributo alle scuole private” che oggi ammonta a 962.000 euro annui, a partire dal dimezzamento nel 2014, e procedendo con la riduzione negli anni successivi del mandato amministrativo fino all’azzeramento del contributo”.

Alla beffa referendaria si aggiunge anche la menzogna di copertura ” Quel milione di euro ha impedito che 1700 bambini rimanessero fuori dalla scuola d’infanzia”, dice il Pd.

In realtà quella somma donata ai privati, che già praticano rette alte, poteva assicurare 400 posti nelle scuole comunali d’infanzia, lasciando “fuori” solo 150 bambini.

Ma la Curia, che gode già di tanti privilegi scandalosi non può coprire questa esigenza?

L’assemblea, però, è stata sospesa e la votazione è stata rimandata al 29 luglio, ultimo consiglio comunale prima dell’estate e ultimo giorno utile, secondo lo statuto comunale, perché l’amministrazione si esprima sull’esito del referendum. Intanto comitato per la scuola pubblica “art.33”, rilancia, proponendo analoghi referendum in tutta Italia.

Il paradosso di questa e di altre vicende anticostituzionali è che il Pd di autodefinisce “Partito democratico!” Forse “democratico cristiano”, ma nella versione più clericale, più antisociale e più antipopolare. Non solo il tradimento elettorale verso i suoi elettori, ai quali si è presentato come alternativa al Pdl di cui è alleato. Nelle Marche sta scoppiando un altro caso “Monte dei Paschi”. Del Turco (Pd), ex sindacalista socialista CGIL indagato, è stato “assolto” e incensato per 5 anni politici e giornalisti Pd/ Pdl: il “Fatto quotidiano” ne fa un elenco impietoso e vergognoso. Ora Del Turco, in qualità di presidente della Regione Abruzzo è stato condannato a 9 anni e 6 mesi per gravi reati.

In Sicilia Crocetta, eletto con il sostegno del Pd, denuncia che questo partito “vuole metterlo al rogo”. Il Pd si divide perfino sul salvataggio di Alfano (Pdl), in piena continuità con la copertura offerta, ieri ed oggi, a Berlusconi (perfino dichiarata).

Un senatore del Pd definisce “giuste le manganellate” della polizia contro i NO-TAV. Sul “Fatto quotidiano” Furio Colombo, rispondendo ai timori di dittatura espressi da un lettore, titola “Quando la democrazia è una finzione”.

Dobbiamo ancora credere che il Pd sia un partito “democratico e di sinistra”?

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