Con Fluido divino, l’opera dell’architetto scultorea Gerry Bianco, il 7 agosto si apre la 63° Rassegna Meccanica Agricola a Marsala

MARSALA – Il 7 agosto a Strasatti, quartiere del comune di Marsala, in occasione della 63° Rassegna Meccanica Agricola, verrà presentata la scultura “Fluido divino”, opera realizzata dall’architetto scultore Gerry Bianco che inaugurerà un percorso artistico, con mostre collettive fotografiche e pittoriche, rappresentazioni teatrali con diverse tematiche, sociali, folcloristiche e agricole, l’arte e la creatività, quindi affiancheranno e rallegreranno un evento storico, nato nell’agosto del 1950 come semplice fiera di muli e del bestiame, trasformatasi poi in una vera e propria Rassegna.

L’idea di realizzare una scultura, per la Piazza dove si svolge la storica fiera dal 7 al 12 agosto nacque dalla sinergia fra la Presidenza del comitato organizzatore e lo stesso artista, con l’obbiettivo di apportare alla borgata un tocco d’arte, il tema della scultura poi interessò e invogliò tutti i membri dello stesso comitato, un omaggio al Vino e a tutti gli agricoltori che hanno permesso nel corso degli anni alla città di Marsala di diventare Città Europea del Vino 2013.

Un opera che incanta, abbracciando in se stile, eleganza e possenza. Una scultura che rende il fruitore, parte integrante della stessa. Un opera piena di significato:

“Dedico quest’opera agli agricoltori della terra di Strasatti, Marsala e anche all’instancabile contadino che fu mio padre, perché il loro sudore e le fatiche hanno prodotto quel buon vino che scorre nelle vene dei propri figli”

Linee fluide e sinuose morbidamente avvolgono la durezza della scultura, realizzata in pietra calcarea locale, durissima quasi come il travertino, ha le dimensioni di circa 4 mt di altezza per 2 di larghezza ed un peso superiore alle 11 tonnellate. Il vino, fluido come nettare degli dei e divino come simbolo di fertilità e abbondanza. L’uva scolpita rappresenta il frutto della terra, ottenuta dal costante e faticoso lavoro dei contadini. Non è stata una scelta ragionata ma bensì ispirata dall’amore di un figlio che tramite la propria arte e il pesante lavoro scultoreo rimembra le stanchezze del proprio padre.

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