La Pas (Sindrome di alienazione parentale) è solo un’ipotesi o è vero che ne soffrirebbe un figlio di divorziati su tre?


Aumentano ogni giorno i casi di cronaca che vedono i figli nati da un’ amore ormai finito tramutarsi in armi; sono bambini incitati dalla mamma all’odio verso il papà e viceversa.
Ne riportiamo due storie recenti, una con protagonista un padre l’altra una madre ma entrambe con i figli come uniche vittime.

A Forlì un padre separato i cui tre figli, di 12 14 e 16 anni, sono stati dati in custodia dal giudice ad una struttura dei servizi sociali ha organizzato una fuga rocambolesca. Lunedì mattina, durante una delle poche visite concessegli sotto il controllo degli operatori sociali, con la scusa di voler prendere i regali per i figli lasciati in auto ha lasciato il cancello della struttura aperto dietro di sé consentendo ai suoi figli di raggiungerlo per poi scappare a bordo della Fiat Multipla. E’noto che in passato l’uomo avesse già sottratto i figli alla custodia dei servizi sociali con una fuga durata una quindicina di giorni; considerata certa la “collaborazione” dei suoi tre figli per questa fuga, forse una riflessione sul desiderio degli stessi di stare insieme e sulle possibili soluzioni che una legge guidata anche con le ragioni del cuore dovrebbe trovare, andrebbe fatta.
A Monza un caso che verosimilmente avrà risvolti di diritto internazionale. Un bambino di cinque anni è stato sottratto dalla madre russa al padre a cui il giudice aveva appena stabilito di affidare il bambino concedendo alla madre di vedere il figlio solo per due fine settimana al mese. La donna, probabilmente sconvolta per il pesante verdetto del giudice, ha deciso di scappare e sparire nel nulla. Il padre accortosi della sparizione del figlio ha presentato regolare denuncia facendo scattare le ricerche che ancora non hanno dato alcun esito.

Ma torniamo al filo conduttore di queste due, purtroppo numericamente solo rappresentative, vicende: le vittime. I figli contesi sono vittime dell’astio che lascia il posto all’amore che fu e sono vittime di una legge molto spesso applicata senza elasticità, senza la legge valuti dalla loro prospettiva. E così si arriva a parlare di Pas, della sindrome di alienazione parentale. Ma anche stavolta la diatriba tecnica prende il sopravvento sulle conseguenze umane.

La Pas è un reale disturbo psichiatrico (che consisterebbe in disturbo psichiatrico tra un genitore e bambino e la cui “terapia” consisterebbe nella sospensione dell’affidamento  e in una psicoterapia per entrambi) oppure è un problema relazionale fra genitore e bambino spesso fomentato da una immotivata campagna denigratoria ad opera dell’altro genitore? In questo ultimo caso, una reale patologia da curare non esisterebbe, basterebbe una disponibilità all’ascolto da parte di persone tecnicamente esperte che possano accompagnare il bimbo conteso nel difficile cammino verso l’accettazione di una famiglia vissuta diversamente. Una famiglia vissuta alternativamente sia col padre che con la madre…Insomma c’eravamo tanto amati, ora amiamo i nostri figli!

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