Poiché la situazione in Grecia è sempre più drammatica e anticipa il percorso disastroso di altri Paesi europei, tra cui l’ Italia, politici e giornalisti hanno deciso di non parlarne più. Ecco allora una recente testimonianza del partito comunista di Grecia (KKE)

La bandiera greca (AP)
La bandiera greca (AP)

In un recente seminario per lo scambio di idee e proposte su questioni di attualità del movimento comunista ed operaio europeo, il partito comunista di Grecia (KKE) ha espresso questa sua testimonianza sulla drammatica situazione greca. La questione ci riguarda direttamente, perché le responsabilità, le politiche UE, le misure repressive ed antidemocratiche adottate nel Paese, sono le stesse che stiamo subendo qui in Italia.

La dottrina di “ordine e legge” proclamata e applicata dal governo greco non riguarda solo la Grecia. I lavoratori della “Arcelor Mittal” l’hanno sperimentata duramente, assieme a milioni di lavoratori in tutto il mondo, quotidianamente.

L’intensificazione della repressione, l’escalation dell’attacco contro i diritti sindacali e democratici e le libertà, da parte della classe borghese in tutto il mondo capitalista è parte integrante della strategia di rafforzamento dei suoi interessi e del suo potere, in condizioni di prolungata crisi capitalista e crescente malcontento popolare. La realtà greca di oggi conferma la posizione leninista secondo la quale l’imperialismo è politicamente una tendenza alla violenza e alla reazione. Questa tendenza viene estesa e rafforzata in condizioni di crisi. Una nuova situazione si delinea oggi in Grecia, con una svolta reazionaria che si manifesta nelle istituzioni borghesi e nelle prassi governative.

L’escalation della repressione si manifesta con l’aumento dell’arbitrarietà e della intimidazione padronale, e della repressione di stato, attraverso i tribunali e la polizia.
Negli ultimi anni, oltre il 90% degli scioperi sono stati dichiarati illegali e inopportuni da parte dei tribunali borghesi. Ed è di grande importanza che, in queste condizioni, nonostante le intimidazioni, i divieti, la repressione, nel nostro paese gli scioperi siano condotti con successo con il contributo decisivo dei comunisti e del PAME.

Alcuni altri esempi della svolta in atto:

  • La formazione di forze speciali dell’esercito per operazioni di controllo della folla nelle aree urbane, ossia per la repressione della mobilitazione popolare.
  • Il prelievo obbligatorio di campioni di DNA dagli abitanti di Halkidiki che lottano contro la costruzione di miniere d’oro nella loro regione; vi sono state incursioni notturne della polizia nelle abitazioni e arresti con pretesti arbitrari.
  • I preparativi di limitare drasticamente il diritto di manifestare nel centro di Atene.
  • Il 2 settembre 2011, il tribunale ha vietato la creazione di un’Unione studentesca che si oppone ai meccanismi imperialisti della NATO e della UE e alla politica imperialista USA perché secondo il giudice: “Non è consentito avere un obiettivo in contrasto con l’ordine pubblico e le disposizioni che costituiscono le fondamenta del sistema sociale ed economico del paese”;
  • Il 20 luglio 2012: su ordine del Primo Ministro la fabbrica delle Acciaierie greche è stata occupata dalla polizia antisommossa. Dopo di che seguirono persecuzioni e procedimenti contro gli scioperanti, tuttora in corso.
  • Il 30 gennaio 2013, il governo ha effettuato una provocazione ai danni del PAME con l’arresto di 35 sindacalisti, per una semplice dimostrazione al Ministero del Lavoro definita “estremista”. L’accusa crolla e il piano del governo fallisce di fronte alla mobilitazione di migliaia di lavoratori.
  • Maggio 2013, il gruppo monopolistico (Kolios-Agno), al fine di spezzare lo sciopero dei lavoratori, chiede che i giudici vietino agli scioperanti di essere presenti all’interno o al di fuori del complesso della fabbrica, nella sala riunioni del sindacato e dalla sala conferenze. Chiede poi che il giudice commini ai membri del sindacato una multa di 3.000 € e il fermo.
  • Per la terza volta negli ultimi 6 mesi il governo ha usato l’istituto della precettazione contro gli scioperi dei marittimi, degli autisti della metropolitana di Atene e degli insegnanti. Dal 2010 la precettazione è stata usata 5 volte. Ciò significa che negli ultimi 3 anni si è verificato il 50% delle precettazioni degli ultimi 30 anni.

A livello UE la tendenza è analoga, con la creazione di meccanismi repressivi, come Europol, Eurojust e Frontex.

Il Consiglio d’Europa ha adottato una risoluzione contro “l’estremismo”, che è definito come “un rifiuto dei valori fondamentali e delle regole del gioco in uno Stato di diritto democratico”, cioè della democrazia borghese e della sua legge di classe. L’ideologia e l’attività politica che punta a superare i confini del sistema capitalistico viene criminalizzata; l’anticomunismo si sta intensificando e viene propagandato attraverso vari canali di manipolazione.  La UE criminalizza apertamente l’ideologia comunista, rafforza il suo reazionario arsenale giuridico per persecuzioni, divieti, repressione violenta, attacchi contro il movimento operaio e popolare, soprattutto contro i partiti comunisti che mettono in discussione il sistema di sfruttamento capitalista.

I processi di controriforma dei sistemi politici ed elettorali, delle Costituzioni nazionali, indicano l’evoluzione reazionaria in atto. Insieme con la repressione e l’offensiva ideologica, si stanno formando nuovi partiti che mirano o stanno già partecipando a governi di coalizione. Sono in atto riallineamenti nel centro-destra e nel centro-sinistra.

Si sta rafforzando il presidenzialismo autoritario, come strumento oligarchico di dominio.

In Grecia, ad es., “Alba Dorata” è un’organizzazione fascista nazionalsocialista. Colpisce gli immigrati ed è ostile alla lotta del movimento operaio e popolare, utilizza l’anticomunismo e il razzismo nella forma più becera. Alba Dorata è sostenuta da importanti cellule nello stato e parastato e il suo ruolo mira a colpire il KKE e a spezzare il movimento operaio. Tali forze sono nutrite dalla adozione dell’anticomunismo quale politica ufficiale della UE. La teoria strumentale degli “opposti estremismi” (1950-60) viene usata per equiparare il vetero-fascismo (sostituito dal neo-fascismo) al comunismo (esistente).

Su questa base si cerca di trascinare la classe operaia e il suo movimento in una posizione di aiuto alla democrazia borghese, usando partiti di centro-sinistra. Ma come si può contrastare la visione fascista se si difende il sistema che la genera? Il fascismo è il capitalismo in emergenza. Come ha sottolineato Brecht, chi non vuole abbandonare la proprietà privata dei mezzi di produzione, non solo non saprà sbarazzarsi del fascismo, ma ne avrà bisogno.

Serve dunque una “alleanza popolare” anticapitalistica. L’Alleanza popolare inizia con la resistenza, la solidarietà e la sopravvivenza del popolo. Serve il disimpegno della Grecia dalla UE e dalla NATO, da ogni forma di rapporto con le organizzazioni imperialiste. Ha come obiettivo l’abolizione delle basi straniere, la presenza, con vari pretesti, di forze militari e di polizia straniere in Grecia. Lotta contro la repressione di stato, la violenza padronale, difende le libertà politiche e sindacali.

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