Il racconto è la narrazione di un evento, il romanzo riesce a comunicare una visione del mondo. Ho pensato che possono quindi esistere dei romanzi brevi, anzi brevissimi capaci di comunicare una diversa visione del mondo e della vita. Dei romanzi che, in forma di gioco, ho chiamato Romanzi Bonsai

Accanto al Cinema Azzurro Scipioni di Roma, c’è una chiesa.
In attesa di aprire il Cinema, sono entrato per godermi quel particolare silenzio che solo le chiese sanno offrire.
Un silenzio denso e terso, profumato da residui di incenso e di solitudini.
Troneggia la statua di Padre Pio, che colleziona anche più candele di quella della Vergine Maria sia pure con in braccio il bambino. L’immobilità sorridente di una vecchietta, in ginocchio di fronte a padre Pio, da al silenzio una più intensa solennità.
Ho attraversato la chiesa e, spinto dalla curiosità, mi sono diretto verso la sagrestia.
Nella penombra il sagrestano si muoveva in una strana, impercettibile danza. Lo conosco da anni e mi sono avvicinato per meglio vedere e capire.
E’ occupato a decorare una bellissima nave in miniatura, una caravella a dodici vele, perfetta nei particolari, con i marinai intenti a svolgere le loro mansioni.
“Tu non sorridi mai, ma gli uomini dell’equipaggio li hai fatti sorridenti”.Dico al sagrestano.
“Loro vivono sul mare, non hanno motivo di non sorridere”.
“Come va?”.
“Come tutte le navi, per farla andare, bisogna metterla nell’acqua”.
Naturalmente intendevo chiedergli come andava a lui, non la nave.
E’ sua abitudine evitare di parlare di sé.
“A te come va?”.
“Siamo qui”.
“Sei un grande artista. Questa miniatura è straordinaria”.
“Devo fare le tre caravelle per la festa della Scoperta dell’America, che forse era meglio se non la scoprivano”.
“Quando hai deciso di fare il sagrestano?”.
“Dopo la terza laurea ho capito come andava il mondo. Ho deciso di starmene fuori dalla mischia”.
Scopro che è laureato in filosofia, in teologia e in biologia.
“Perché in biologia?”.
“La biologia mi ha dato finalmente la fede. Con la filosofia e la teologia non ero riuscito a credere, non credevo in nulla e provavo invidia per quelli che credono. Non come i fedeli della domenica. Hanno solo paura di morire e vengono a consolarsi. Una moneta nella busta e si comprano qualche ora di serenità”.
“Sicché tu credi in dio …”.
“Non ho detto questo”. ”E allora?”
“Ho preferito credere in me stesso, solo così mi sento responsabile della mia fede”.
“C’è tutto un mondo fatto di persone straordinarie come te, con doti eccezionali che vivono nascoste nella loro modestia”.
“Modestia? Vivere in pace, ecco il sogno mio e di tutti. Fuori ormai c’è un inferno di mediocrità e violenza”.
“Da cosa dipende secondo te?”.
Accarezza lentamente, con devozione la tolda della sua bella nave.
“Forse dipende dalla scoperta dell’America, oppure magari vuol dire che anche dio va in vacanza”.
Gli sfugge un sorriso, per la prima volta, e il suo volto assume le sembianze dell‘infanzia.
Nell’uscire vedo la vecchietta intenta a baciare le mani fasciate della statua di Padre Pio. Passando la sento mormorare “Allora Padre Pio siete sicuro, una birretta alla vostra salute non fa male!?”

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