Il petrolio inquina e gli aerei precipitano 660x330

Negli ultimi tempi a scala mondiale si sono verificati vari incidenti che hanno evidenziato il pericolo ambientale e per la sicurezza de cittadini connessi all’estrazione, lavorazione e trasporto degli idrocarburi via terra e via mare. Vari aerei sono precipitati o hanno avuto incidenti in fase di decollo ed atterraggio. Tali disgrazie, purtroppo non costituiscono delle novità! Molti dicono che sono rischi che devono essere accettati dall’uomo moderno!

Non possiamo eliminare gli aerei, non possiamo fare a meno, attualmente, degli idrocarburi! Per quanto riguarda gli aerei, dopo gli incidenti si ricorre all’analisi della scatola nera e si ricostruisce la “vita” del velivolo al fine di accertare se vi sia stata trascuratezza nella manutenzione per individuare cause e responsabili delle disgrazie! Ad esempio, se si scopre che era stato motivatamente segnalato un pericolo che minava la sicurezza del velivolo e tale avvertimento, che era stato volutamente trascurato, avrebbe potuto evitare una tragedia, si individuano precise responsabilità con conseguenze giudiziarie. Quindi, nel caso degli aerei, c’è una continua attenzione al fine di prevenire gli incidenti!

Lo stesso non avviene circa gli idrocarburi! Si chiede motivatamente attenzione al fine di prevenire incidenti che possono essere disastrosi per molti cittadini e possono causare l’inquinamento irreversibile delle risorse idriche superficiali e sotterranee che hanno importanza strategica per l’assetto socio-economico attuale e del prossimo futuro. Si chiede di non causare stimolazioni pericolose, eseguendo iniezioni di fluidi a forte pressione, nel sottosuolo instabile tettonicamente e già “carico di energia tettonica”, lungo le faglie attive sismogenetiche che hanno già originato sismi violenti in passato.

Si chiede di non eseguire perforazioni petrolifere a distanza di poche centinaia di metri dai centri abitati, come proposto a Gesualdo in provincia di Avellino, a circa 300 m dalle case. Si chiede di non eseguire perforazioni attraversando le rocce permeabili interessate da falde che alimentano sorgenti perenni di acqua potabile e di notevole portata come accade nella val d’Agri e come si vorrebbe fare nel Vallo di Diano. Si chiede di non raddoppiare il centro oli di Viaggiano in Val d’Agri, ubicato circa 1500 m a monte dell’invaso del Pertusillo che raccoglie circa 160 milioni di metri cubi di acqua usati per scopo potabile (circa 100 milioni di metri cubi e per irrigazione); si chiede di delocalizzarlo a valle del lago artificiale in quanto attualmente è ubicato nell’area che registrò i più gravi danni (X-X grado MCS) in seguito al sisma del 1857. Richieste serie e motivate scientificamente: non si chiede di eliminare la produzione assoluta di idrocarburi in Italia ma di farlo solo dove vi è garanzia di non determinare danni ambientali e alla salute dei cittadini. Per quanto riguarda gli idrocarburi sembra quasi tutto possibile! Invece non deve essere così! I pericoli sono seri e motivati!

Occorre intervenire con una legge adeguata a garantire sicurezza e tutela circa le risorse ambientali di importanza strategica per l’assetto socio-economico e per la sicurezza dei cittadini! La questione è molto semplice! Non si facciano discorsi idioti tipo: gli idrocarburi sono necessari e devono essere estratti ovunque costi quel che costi, a scapito dei cittadini e delle risorse idriche. Non aspettiamo l’ennesimo grave incidente per poi intervenire…con la legge del giorno dopo! Non ritardiamo le ricerche per migliorare le tecnologie tese a incrementare la produzione di energia ricorrendo alle fonti alternative ecocompatibili e sicure per l’ambiente, le risorse e i cittadini.

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