Parlando su Blogtaormina del valore e della ricchezza prodotta dal lavoro umano mi riferivo al lavoro utile. Purtroppo i poteri dominanti della nostra società, dentro una logica di scarsità imposta al lavoro, stanno privilegiando sempre più lavori inutili e dannosi, a scapito del lavoro utile e necessario.

E’ facile comprendere che il lavoro umano può essere diretto ad applicazioni utili e necessari per la società e per l’intera umanità, oppure indirizzato verso attività che sono dannose o inutili per il genere umano e il suo ambiente. Eliminando o riducendo il lavoro dannoso ed inutile, a vantaggio di quello utile, si realizza un doppio vantaggio: per le società nel loro insieme e per la gratificazione dei lavoratori addetti.

Le guerre di aggressione, le mafie di ogni livello, i malavitosi, i corrotti, producono e realizzano lavoro dannoso per la società e per l’ambiente, ma anche poco gratificanti e rischiosi per gli addetti. Questa attività andrebbero combattute, bandite e sanzionate sempre, non promosse e reclamizzate, come nel caso dei militari delle cosiddette “guerre umanitarie” di aggressione.

Si tratta in sostanza di trasformare le attività, le infrastrutture, le tecnologie di morte e distruttive in attività e strutture pacifiche e durature, di interesse sociale e popolare, tuttora largamente necessarie e carenti.

Invece si sta facendo il contrario, non solo aumentando le spese militari, ma creando truppe di professionisti specializzati, costose e distruttive sia di risorse nazionali che di popoli e Stati stranieri.

Ma anche altre categorie-come i militari non belligeranti, i passacarte, gli intermediari,ecc.- producono lavoro inutile per la società e per sé stessi, com’è facile verificare. Ad esempio, un notaio che, con costi alti, certifica ciò che qualsiasi istituzione può certificare a basso costo e rapidamente, svolge un lavoro utile? E i militari non belligeranti , impiegati solo per gravissime calamità naturali, non potrebbero svolgere lavori utili e necessari di interesse generale e sociale? Gli esempi sono innumerevoli :

la messa in sicurezza e il ripristino del territorio e dei manufatti pubblici – scuole, ospedali, monumenti, musei ; il controllo diffuso dei boschi e dell’ambiente; l’assistenza a cittadini in difficoltà; la sicurezza….

Non è utopia, è una pratica diffusa nei Paesi di democrazia socialista e popolare.

Qualcuno potrebbe obiettare che le attività dannose o inutili danno occupazione e reddito, perciò servono. E’ inaccettabile, perché le attività dannose ed inutili debbono e possono essere trasformate in attività e lavoro utile per la società, per l’umanità e il suo ambiente.Invece oggi lo Stato non ha danaro e risorse da destinare a lavoro ed attività socialmente utili, mentre foraggia lavoro ed applicazioni dannose ed inutili. Non solo gli F-35 e gli armamenti distruttivi più sofisticati, ma le grandi opere (TAV, ponte sullo stretto, cementificazione selvaggia), inutili o dannose per l’impatto ambientale, ma volute dal profitto di pochi.

Queste considerazioni possono apparire banali e intuitive, ma non lo sono affatto né per le prassi governative correnti né per i partiti né per i sindacati né per movimenti ed associazioni antagoniste. Infatti queste ultime ,che pure contrastano singole iniziative, civili o militari, inutili, assurde e dannose, non rivendicano una trasformazione sistemica e globale del lavoro dannoso ed inutile in lavoro utile e necessario.

Ovviamente lavoro ed attività socialmente utili non si riferiscono solo ad attività materiali e strutturali, ma anche ad attività immateriali : culturali, artistiche e scientifiche. Ad esempio la Ricerca innovativa ed applicata in ogni disciplina; i processi di conoscenza, informazione e formazione; l’arte , la letteratura, la Scienza,ecc. In questo contesto, i lavori utili e le attività di interesse sociale e popolare sono in grado di garantire lavoro a sufficienza, in qualità e quantità, a tutti i residenti di ogni Paese del mondo (cittadini ed immigrati).

Sono cioè in grado di sostituire, con vantaggi sicuri per tutto il genere umano, lavori ed attività dannosi ed inutili, che producono solo danni e frustrazione sia per chi li subisce sia per chi li pratica. “E’ la semplicità che è difficile a farsi“ direbbe Brecht. Invece un mondo diverso ed umano è possibile, urgente e necessario. Il genere umano non può subire all’infinito la stupidità, l’arroganza, i danni, prodotti da una una minoranza irresponsabile che distrugge esseri viventi ed il nostro pianeta.

© Riproduzione Riservata

Commenti