Continuano a nascere meno bambini in Europa a causa della crisi economica mondiale. Lo rivela uno studio condotto dall’istituto tedesco Max Planck


I ricercatori del Max Planck Institute di Rostock, in Germania, hanno incrociato i dati sulla disoccupazione con quelli delle nascite nell’ultimo decennio. I risultati dimostrano che la nascite sono calate bruscamente in Europa a seguito della crisi economica iniziata nel 2008.

La crisi e la disoccupazione hanno frenato le nascite di bambini nelle coppie con meno di 25 anni.
In Europa siamo passati da 5,6 milioni di bambini nati nel 2008 a 5,4 nel 2011. Un calo causato proprio dall’incertezza sul futuro e la disoccupazione, con meno possibilità economiche per mantenere una famiglia.
In Grecia il tasso di fertilità è passato dall’1,5 del 2010 all’1,4 del 2011. Stessa cosa per la Croazia, la Bulgaria, la Repubblica Ceca e la Spagna. E in Paesi in cui le nascite stavano aumentando, si sono all’improvviso interrotte. Proprio com’è accaduto all’Italia.

Nell’Europa del Sud, si sono verificati gli arresti più forti. In Spagna il numero di nascita per ogni donna è calato all’8%. Stessa situazione per l’Italia, dove nel 1995 avevamo il minimo storico di 1,19 figli per donna, per poi salire a 1,42 nel 2008, per poi arenarsi di nuovo nel 2011.

Come spiega Paola Profeta, professoressa di Scienza delle Finanze all’Università Bocconi: “Il tasso di fecondità è un fattore di crescita, anche delle imprese. Fare meno figli significa nel lungo periodo avere meno adulti che lavorano, meno crescita, meno sviluppo”.

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